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Luminal - Amatoriale Italia



Necessariamente scurrili, inevitabile verrebbe da dire, visti i temi trattati e meno male... i Luminal è come se portassero bombole d'ossigeno... una vera e propria ventata di novità, con basso, batteria, armonica e voce, quasi sempre registrati live, tornano a due anni di distanza da"Io non credo", con "Amatoriale Italia", dove il titolo dice molto ma non è ancora tutto, è di più,  il termine "amatoriale" visto nella sua accezione negativa, infatti ben si adatta alla ricezione dell'insieme dei brani, a cominciare dall'elenco di soubrette, politicanti e miss di "Donne" (du du du): un elenco vero e proprio,  una cantilena distorta e ammiccante e ancor meglio alla successiva "Una casa in campagna": "uccide più la noia che la droga"... dove è il sesso l'argomento principe e che  non può che implodere  nella sua ricerca stessa in "Blues maiuscolo del maniaco di facebook": "non mi caca nessuno metto mi piace da me" dove il blues è riservato alla strofa, per una parte centrale più dilatata e suggestiva, dai sapori anni '80 "io avrei voluto vedere il mondo..." amatoriale, in questo caso a tinte pop sbilenche con "Stella  era una ballerina e stava sempre giù":"Stella vuol fare la ballerina ad Amici è un peccato che non abbia amici" o nella botta punk con il potere mistico dell'arte a contrastare "Carlo vs il giovane hipster": "invece credo di essere un morto di fame ma la fame ormai c'è solo in Monzambico la mia non conta un cazzo"... "Lele Mora": il primo  singolo estratto, pochi secondi appena, assolutamente geniali... dove possono venire in mente i Wolfango per le voci dissonanti a far chiarezza sulla denuncia apportata dalla band...che prende altre pieghe e sposta il suo obiettivo verso se stessa in un certo qual modo  al panorama indie rock in genere... sviscerando il tema, ovvero "Amatoriale"... "Dio ha ancora molto in Serbia per me": parte punk e rallenta opportunamente nel ritornello "l'esistenza non è così diversa dalla recita di un gruppo rock...",  "Giovane musicista italiano vecchio italiano":"che crede di essere indipendente e non sa essere libero" dove fanno capolino i Massimo Volume ("tu sei solo una brutta cover degli 883"), chiude "inevitabilmente" la trilogia "C'è vita oltre Rockit": armonica in primo piano, indie pop ottimamente costruito con un buon ritornello: "tu non dormi mai e poi tu non ti svegli mai, perchè credi che sia tutta qui l'umanità e invece siamo in sei miliardi un pò più di un circolo". "Una discografia di Cohen": "la mia vita avanza tra giornate allegre come una discografia di Cohen..." dove i ritmi si abbassano e c'è un andamento sinuoso, apparentemente "paraculo" come la vita del giovane Daniele che maledice l'Italia, il problema è che siamo noi l'Italia Daniele e "Essere qualcun altro":"Gesù è stato poco brillante quando ha programmato così l'esistenza..." hanno risvolti più intimisti. "Canzone per Antonio Masa": cover dei Laghetto, "gente in cerca di qualcuno che la prende per il culo e allora perchè non io?" è riuscitissima e "Grande madre Russia": lunga vita al comunismo e all'impero sovietico... sovieticami nelle mutande... " sorta di reading sugli stereotipi dei matrimoni a distanza, a mò di barzelletta, con solo voce e attacchi quasi metal con finale alla Cccp, vogliamo citare anche Gaber per il pathos narrativo? "Il lavoro rende schiavi": "avrei dovuto ammazzare il padrone fargli assaggiare l'odio mio" ha un incedere ipnotico e ammaliante con l'armonica a svisare, chiude "L'aquila reale": "a me piace stare da solo" punk e ancora Massimo Volume (sembra Alessandro che tiene un diario in versione decisamente accelerata e oltremodo sinistra). Insomma un gran bel lavoro, dove i Luminal non solo si confermano, ma vanno decisamente oltre, in quanto la loro, è una critica scevra di orpelli, diretta e semplice che fa il pari con la musica che non è mai accessoria, possono piacere o meno ma arrivano al punto... è un dato oggettivo... e soprattutto è un disco importante.

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