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Alex Britti - Bene così



"Prendere o lasciare" come cantava egli stesso anni fa, come a dire questo "sono io" e non solo per "oggi" ma anche ieri e probabilmente lo sarà per sempre, Alex Britti come sempre è capace di essere al contempo raffinato, nazional popolare, autore a tutto tondo, banale, ripetitivo, solista eccellente capace di emozionare con ogni singola nota... "Bene Così" non fa eccezione, quasi fosse una regola per il nostro rilasciare un lavoro di matrice pop, con tre o quattro canzoni facilotte, un altro tot di brani eleganti e per palati più fini che strizzano l'occhio al jazz e al blues e un paio di strumentali a dimostrare il suo immane talento chitarristico. Un album che per forza di cose risulta disomogeneo, che offre arrangiamenti curati e ricchi di ottime soluzioni ma che soffre di un uso francamente eccessivo di echi e riverberi sulla voce. Gli anni passano insomma, Alex rimane/è questo, un musicista fantastico in un corpo pop... italiano, con tutti i difetti del caso:

"Baciami (E Portami a Ballare)": il primo singolo estratto ha un incedere incalzante, interessante e piacevole ma si rivela altrettanto banale con l'apertura melodica del ritornello, che tra l'altro ricorda Maledette Malelingue di Ivan Graziani, uguale il discorso per il testo, dove ad una strofa quasi impegnata viene contrapposto la faciloneria del ritornello, buono si rivela invece il bridge "fa che ritorni il lavoro e l'entusiasmo dei giorni migliori"

"Bene Così":" coprimi di sogni e di coraggio, portami via da qui tu capisci bene il mio linguaggio lascia che sia così che tanto sei la cosa più importante per me" ballad intima che cresce d'intensità, con qualche rima di troppo:
"e adesso che ho imparato a sognare la fantasia non mi interessa più"

"Senza Chiederci Di Più": "ricordati di essere quella che sei mentre tutto scappa e passa via tra un miliardo di cose ci basterà essere qui senza chiederci di più" mood jazzy  dalla ritmica ficcante, con gli inserti di piano in evidenza a colorare il corpus con un bel solo finale ovviamente di chitarra, il brano porta anche la firma di Federico Zampaglione.

"Romantici Distratti": "e poi c'è tutta la passione per la vita che corre senza limiti" ballad pop con una buona strofa e un ritornello che per tipologia e piglio ricorda il Venditti più nazional popolare: "noi crediamo che fra la guerra e la pace è meglio far l'amore"

"Perchè Mi Vuoi": "mi lascio andare a semplici emozioni che fanno di me un uomo" ballad al pianoforte, sospesa e complice: "non serve dare un peso all'apparenza l'amore vuole un pò di complicità"

"Passione E Disincanto": "se il mondo fosse fatto di certezze sarebbe facile parlare" morbido e sinuoso nel suo dipanarsi, abbastanza standard nel suo dipanarsi ma ha un buon bridge anzi due addirittura che lo fanno maggiormente apprezzare e in più c'è un'ottima prova vocale

"Velox": meraviglia allo stato puro, l'Alex Britti che non si può non amare, in due minuti e 43 secondi di pura classe e tecnica

"Gli Occhi Dei Bambini": "nascondono segreti che non potrai mai capire"... brano di Stefano Rosso, che non convince del tutto, per dinamiche strumentali e testo: "ci prendono per mano e ci portano lontano" o ancora " che sconfiggono la guerra che la fanno solamente per giocare buttandosi per terra"

"Fino Al Giorno Che Respiro": "quando il tuo migliore amico ti dice vado via dall'Italia e dalla nostalgia non la sopporto più"... elegia dell'Italia e di come cambiano i tempi,  è un brano pop, dal mood anni '80, al punto da ricalcare melodicamente Jump dei Van Halen... "ricominciamo a vivere"

"Naomi": quando la chitarra di Alex parla e si muove come sempre, imperante e incantatrice c'è solo da applaudire, perchè la perizia tecnica non è mai dimostrazione/masturbazione, ma emozione e allora non c'è miglior modo di chiudere questo nuovo capitolo della sua storia 

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