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Erica Mou - Contro le onde



Metti una "voce" fresca e ricca di personalità come è per l'appunto quella di Erica Mou, col suo stile sicuramente personale nello scrivere, nelle mani di uno che ci sa fare sul serio, Boosta, in primis perchè sa capire chi ha di fronte e come un sarto confeziona il vestito più adatto... ne escono fuori 10 canzoni "Contro le onde" e contro la cattiva musica italiana, che hanno tutti i crismi per piacere davvero a tutti, nel calderone pop italico odierno è una ventata di novità il ritorno di Erica. Caterina Caselli che ha sancito di fatto l'unione fra i due ci ha visto bene e sentito meglio anche stavolta, non ci sono cadute di tono, l'album scorre via piacevole e godibile, senza venir a noia, anche nei suoi ammiccamenti "mainstream", l'uso dell'elettronica non è mai invasivo come del resto il sound nel suo insieme rimane comunque essenziale ed efficace anche nei momenti per così dire "orchestrali", c'è poi un mood vintage di fondo che piace parecchio, che ben si sposa col cantato sempre molto espressivo e colorato di Erica e ai testi che mischiano alto e basso con nonchalance. Un buon passo avanti insomma per la Mou che dopo un discreto esordio comincia ad osare di più e fa ben sperare per il futuro:

"Mettiti la maschera":"resta a guardare il fondo mentre affondano il meglio dei nostri anni" piano saltellante e incisivo con  orpelli strumentali a condire il primo singolo estratto, arioso e orecchiabile il ritornello:" e come fai a respirare... "

"Non dormo mai":... "se chiudo gli occhi mi bruciano se chiudo gli occhi vedo te" atmosfera cupa e andamento sinuoso col basso in primo piano e le chitarre a ricamare: "perdo le barriere resta nudo il rumore"

"Dove cadono i fulmini" : eterea e morbida, l'inizio fa molto Elisa, con una convincete prova vocale, specie nel ritornello dal mood vintage '80: "mi perdo sempre ma so sempre da che parte il mare", una delle migliori tracce del lotto

"Il ritmo (Frequenza obbligatoria)":"e vivo come un onda che torna e ritorna ma sempre sempre nuova a chi la guarderà" con il riff di My Sharona rallentato, il brano è accattivante, opportunamente costruito: 
"non è il ritmo delle cose che le rende parte di noi"

"Infiltrazioni": "come fa l'umidità col muro ti infiltri dentro di me ed ogni ruga è una crepa da tenere nascosta non è il trucco lo stucco adatto per coprire quello che mi hai fatto e che mi fai" tra metafore ardite e una tensione "sospesa" che procede per accumulo senza mai esplodere veramente con un uso leggero dell'elettronica

"Contro le onde": "avrei potuto credere ma non sapevo come fare senza di te", il contrario della traccia precedente, dopo una strofa dai toni rarefatti, alla Massive Attack, Portishead, il ritornello è una vera e propria "liberazione" d'energia e il contrasto tra questi due fattori determina la buona riuscita della titletrack

"Mentre mi baci (Scena madre)": arrangiamento convincente e di sicuro impatto che vive dei giochi del testo per un ritornello fresco e sbarazzino:
"tu suoni un'orchestra mente mi baci in crescendo come in un film nella scena madre a volte ho anche pensato di fare un figlio ma adesso non mi ricordo più"

"Romanzo storico": "vorrei che scrivessero un libro su di noi sulla tua speranza biblica sulla mia pazienza anoressica" arpeggi di chitarra, mood da "favola" "al cavallo tra due secoli al galoppo da qua" (vale anche per la parte ritmica) conditi da azzeccati accenni di elettronica:"ma preferirono pensare che potesse durare per sempre"

"Il genio": "credo che il più grande sbaglio sia sempre chiudere gli occhi credo"... prosegue "il mood favolistico" per un brano leggero, arioso e melodico

"Monti di ghiaccio": "nel mare c'è la sete non ti fidare della quantità, nel mare c'è una rete non ti fidare della tranquillità e il ghiaccio continua ancora nonostante piova" Erica chiude con il brano forse più sperimentale, a cominciare da un testo criptico ma intenso e centrato nelle metafore, musicalmente Boosta ci mette dentro elementi persino progressive a sfondo orchestrale giocando sull'alternanza dei toni, miglior chiusura non potevamo aspettarci.

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