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Vostok - Lo spazio dell'attesa


Una sensazione di intimità, di piacevolezza, che pervade sin dalle prime note di chitarra di Giuseppe Argentiero che si destreggiano amabilmente con la voce di Mina Carlucci in un crescendo di beltà e armonia. I Vostok, è il caso di dirlo, riempiono di suggestioni "Lo spazio dell'attesa" con maestria e classe, dalla rarefatta e intensa "Me terah || intro" : "Ora sei un cuore sterile... e di puro, ormai Ci sono solo gli occhi di un bambino Che osserva i nostri capelli Così lunghi. Così tristi" alla delicata e intima "Lontano dalla luce": dal mood jazzy con una grande prova vocale col flauto traverso di Maurizio Lorusso:"Lo so che potrei farmi male, lo so che non dovrei desiderare Di te, con te... Sei la parte migliore di me, di me... Vorrei tenerti per sempre qui, lontano dalla luce e dagli angeli". Si prosegue con "I tuoi occhi" grande arrangiamento col sax in evidenza, tra parti alternate ottimo l'inserimento della batteria:"Luminosa sorella, la verità è che sempre trovo il tempo Di nutrire i lupi della tua assenza Prima di dormire.." e "Come marea" arpeggi e sussurri, lirismo e passione"Perché infondo siamo esseri che viaggiano da soli Armati da incertezze, difendiamo le speranze Che muovono gli abissi delle fragili attese Rendiamoci vicini e curiamoci le offese", forse le due tracce migliori del lotto, "Bonjour tristesse" : con il violino sugli scudi e ritmica efficace, eterea e romantica"Je voudrais te donner l’amour que je n’ai pas eu, tristesse avec toi je Voudrais mourir" e fa il paio con "Le néant scintillant": dove la voce incantevole di Mina Carlucci fa davvero la differenza. Sospesa e poetica è "Jerusalem ":" attendo che questo giorno muoia sospirando per poi chiedermi perchè",  "Lacryma ": "mentre cadevo mi sono accorta di non avere più le ali",  con la voce di Raffaella Esperti, è più scura e sinuosa, chiude degnamente, con gli strumenti che sembrano giocare a rincorrersi "Komet 42"

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