Passa ai contenuti principali

Il Top Player è una cosa seria




Il top player è una cosa seria... anzi no, è una parola di uso comune nel mondo calcistico italico per esplicitare un vorrei ma non posso mal celato... eppure è arrivato Tevez, è arrivato Gomez, (che forse il meglio lo hanno già dato, pensano i pessimisti o i realisti chissà) e nelle suddette squadre, Juve e Fiorentina, sono arrivati anche Llorente e Rossi, che proprio top player non possono essere considerati, ma non tanto per titoli vinti e potenzialità, quanto perchè il primo è arrivato a zero e il secondo è reduce da un bruttissimo infortunio... Di contro esce il matador Cavani, inevitabile e... piccola bautade il prode Giaccherinho. Ecco, se Edison Cavani va al Psg seguendo Lavezzi, Pastore,Thiago Silva, Ibra... per non parlare dello scippo Verratti... il nocciolo della questione è evidente ai più... e a rimarcarlo c'è anche il Monaco appena tornato dalla serie b francese a fare incetta di "top player", Falcao signori miei, lo è punto e andando a capo scopriamo che i soldi comandano su tutto e vincono e ci becchiamo una bella secchiata d'acqua calda in faccia... per aver scoperto l'america o la russia, ci ricordiamo del Chelsea, del Manchester City... i soldi oggi sono in Francia, ma non è una questione di farsene una ragione e... la questione è che la sottile differenza tra fair play finanziario invocato da Platini e il magnate di turno non esiste, è ridicola e fa tristezza in un certo qual modo... Per quanto ci riguarda in primis per l'ormai vetusto potere d'acquisto come nazione, che il ranking uefa non smette di sogghignare e perchè passa l'idea che la competizione è drogata nelle sue fondamenta, perchè i competitors non esistono o non esisteranno più a stretto giro di posta, o ancor peggio si riscriverà la storia,  col beneplacito di chi regola le leggi del calcio, che può mettere tutti i paletti che vuole, ma se lo sceicco di turno mette i soldi, che gli vuoi dire? Di non far girare l'economia?
Il mondo cambia eppur vero, cambia la visione di un calcio romantico, se persino un presidente come Moratti ci sta facendo più di un pensierino a cedere all'indonesiano Thohir, la riflessione merita di essere portata avanti... perchè in questo caso ci toccherebbe ancor più da vicino, va bene che l'inter è internazionale per natura e non abbondi di giocatori del bel paese, sarebbe quanto meno strano, un indonesiano ai posti di comando a spendere e spandere come magari i tifosi si aspettano con tutto il cuore... ecco, qui sovviene l'altro problema, i soldi da investire ci sono e in ogni caso c'è il reale coinvolgimento a far si che l'inter possa permettersi cartellini e ingaggi spropositati? Restando in casa nostra, l'esempio dello sbarco americano a Roma e per la Roma è stato alquanto confusionario per esser buoni... la nuova proprietà i soldi li ha anche messi a dirla tutta, i vari acquisti effettuati parlano chiaro... ma non è che abbiano dettato legge, fatto la voce grossa... non hanno preso ne Cavani, ne Falcao per intenderci... in compenso hanno fatto appunto tanta confusione, hanno cambiato allenatori e dirigenti e sono riusciti pure a far insultare Venditti... nelle sue dichiarazioni di qualche giorno fa, provocatorie, sta l'esatto pensiero di questo excursus... eppure i lenzuoli sotto casa al cantautore qualcuno ce li ha messi e la squadra è stata accolta al ritorno con un "bentornate merde", che lascia poco spazio all'immaginazione... è altresi evidente che alla gente, al popolo, il discorso prettamente romantico non importa più di tanto e vuole vincere e se ne fotte da dove vengono i soldi... e le proprietà longeve sono come bandiere ammuffite da mettere via e celebrare lo sfarzo apparente o meno, dove l'illusione della novità vince sempre sul vecchio, sulla tradizione... del resto se è stato fischiato Maldini, se Del Piero è in Australia, se De Rossi o Marchisio sono al centro tutt'ora di trattative a cosa serve meravigliarsi? Eppure di precedenti col magnate di turno che arriva e investe a tutto spiano in Italia, nel nostro calcio, almeno uno c'è.... correva l'anno 1986, Silvio Berlusconi acquistava il Milan e di colpo spezzava le alleanze e l'egemonia juventina sul mercato... Donadoni, il compianto Borgonovo e soprattutto il fantastico trio olandese, diedero vita a una delle squadre più forti e innovative di sempre, il rivoluzionario Milan di Sacchi, che riscriveva il calcio totale olandese e andava a vincere in europa e nel mondo rifilando pappine a chiunque... era/è italiano il Berlusca, direte voi... e non si è stufato negli anni,  nonostante le scorribande politiche, sessuali, giudiziarie in cui è stato coinvolto, si è tramutato in parsimonioso, in realista, in dobbiamo vendere per comprare... in non c'è trippa per gatti... nonostante tutto,  Berlusconi per il Milan, che si badi bene, comunque aveva già una storia, c'è sempre stato... sapranno fare altrettanto "i pozzi senza fondo" francesi o inglesi attuali? E la domanda ancor più grande è: Farà effetto vedere albi d'oro che sfuggirebbero alla normale comprensione di un uomo del passato di pochi anni prima se facesse un balzo nel futuro per lui prossimo? E' il libero mercato, qualcuno potrebbe obiettare, il mercato delle possibilità... una sorta di American Dream che si realizza, una piccola società senza storia che fa improvvisamente la storia coi soldi di turno... è romantico anche questo no? Può anche darsi, ma tornando a noi e ricordando di un amico più grande milanista che all'epoca della fondazione di Forza Italia, smise di seguire il Milan in quanto comunista, per pochi mesi si intende... la verità sta sempre nel mezzo... e allora ben venga Thahir o chi per lui se i soldi ci sono, se c'è voglia, entusiasmo e progettualità... Moratti da innamorato in un compratore cerca tale passione... i Sensi e Unicredit erano in qualche modo costretti a cedere, ma Pallotta e soci forse, se non ci possono mettere "troppo" di quello che volete a scelta, si affidino quanto meno ad eccellenze nel campo... e Galliani, che non avevamo ancora citato continui a fare i miracoli o meglio le nozze coi fichi secchi come disse L'avvocato tanti, troppi anni fa, chissà... L'unica cosa certa è che il top player non esiste, ad oggi, per il calcio italiano... che se lo riguarda di striscio è solo perchè sta per andare via o è appena andato... e tornando a Giaccherinho... ci piace ripensare ai pionieri Zola, Vialli, Ravanelli o lo stesso Di Canio (complice)... quando faceva notizia che un giocatore italiano oltrepassasse il confine... ora è normale che "un azzurro" si faccia notare in una confederetion cup che vale quello che vale, per essere acquisito dal Sunderland... addirittura... per meno di dieci milioni... un'offerta che non si può rifiutare... e saranno i ricavi tv, l'euro, Matri e Quagliarella che non schiodano... sarà che pure Jovetic se ne va ma ci teniamo Robihno... sempre che il Santos non trovi i soldi...

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...