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Se sposti un posto a tavola di Christelle Raynal



"Accidenti mi sono fatta Beethoven... non il cane"
Cominciamo col dire che per una volta il titolo italiano è quasi meglio di quello originale..."Plan de Table" e continuiamo facendo la conta, ci stanno: lui lei l'altro, la sorella di lei che teme di rimanere zitella, il fotografo amico e coinquilino di lui che sogna di esser famoso, una coppia che non riesce ad aver figli e una coppia dove lui tradisce lei appena può, miscelate con cura e fate interagire i personaggi tra loro, cambiando i posti al tavolo, per tre anzi quattro volte perchè l'happy end arrivi in ogni sua forma. Gradevole, si può vedere di certo, ma anche abbastanza accessorio alla fin fine, è una commedia  che non osa, che non mostra spunti di rilievo o significati altri da quello che è... un gioco di scambi di ruoli per portare la felicità. L'errore è quello di mettere troppa carne a fuoco senza sviluppare le singole tematiche, che vengono abbozzate e non sviluppate adeguatamente, tante piste narrative che potrebbero aggiungere colori alla tavolozza del film che invece vengono annacquate affinchè tutto venga riannodato, tirato per i capelli a tratti, in una commedia ribadiamo leggerissima (che è comunque ben scritta da Francis Nief e Christelle Raynal e altrettanto fotografata da Eric Guichard, confacente è il montaggio, adatto allo struttura filmica  di Philippe Bourgueil, buona in toto la prova attoriale da Franck Dubosc a Elsa Zylberstein, da Audrey Lamy a Arié Elmaleh, Mathias Mlekuz etc..  ) che non va oltre purtroppo neanche quando necessariamente dovrebbe, risultando inevitabilmente priva di mordente, di spessore, con l'unico messaggio che il destino si può forzare a proprio piacimento per ottenere quello che si vuole realmente, un pò poco a dirla tutta.
"Voglio che lei sia felice - Ma lo è! Vedessi che villetta che ci siamo comprati"

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