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Nicola Battisti


12 canzoni dal sapore retrò, piacevoli e scorrevoli ma dalle melodie niente affatto scontate, suonate e arrangiate come si conviene e cantate ancor meglio, rappresentano l'esordio di Nicola Battisti. Un biglietto di presentazione meritevole d'attenzione e che fa di certo ben sperare per il futuro, specie per le potenzialità del nostro, a cominciare dalla voce, precisa e ricca di sfumature, che passa con nonchalance da un genere all'altro. Di contro, tralasciando la copertina dell'album, ci sono i testi, che va bene l'ingenuità di quei tempi a cui la proposta si rifà a modello, ma... "troppe rime e troppo amore" insomma per chiarificare il concetto... Qualcosa da limare c'è per forza di cose, trattandosi di un esordio, ma la sensazione è che il Battisti in questione abbia notevoli margini di miglioramento. Passando ai singoli brani, quello d'apertura:"Il dottore": "ho voglia di vedermi bello e di vedere bello il mondo" introduce adeguatamente sul mood dell'intero album, vintage, retrò, anni 50/60 dal piglio jazzy che si libra soul nel ritornello... si prosegue sugli stessi standard, virando più sul pop con"Luce e calore": e qui un esempio delle troppe rime facili a cui accennavamo poc'anzi: "mamma quanto amore voglio dare mamma quanto amore è rimasto dentro al cuore", un beat leggero e spensierato è invece "Formula d'amore": "ma la condizione è comprendere l'amore" che ha invece un buon testo, la breve "Maybe": "perchè non esistono parole solo gli occhi solo il cuore" è una ballad jazzy intensa, "Fortunato da morire": "grazie per tutto quello che sei" è orecchiabile alquanto ma un testo davvero troppo banale, "Piove": è interessante la commistione dal piglio quasi western/di sfida, alla Celentano per intenderci di "Si è spento il sole", coi ritmi sudamericani dall' incedere incalzante,  "il mio pensiero è gelido e il freddo non da svincolo","Semplicemente": ballad soul, morbida e sinuosa... "la vita è dura per chi ascolta il cuore", "Dove sei": ballad dal gusto anni '60, venata di nostalgia, punteggiata da soli di chitarra elettrica, ariosa e melodica, è una dedica a un vecchio amico "perchè la notte non ci fa vedere più come è strano il tempo le pagine gira e il tuo nome non lo chiamo più", la complice "Parigi": "hai ragione il grigio è colore verità tu lo sai che tra bianco e nero sei" chitarra acustica a reggere la tensione che il mandolino stempera da par suo, non esplode nella melodia e questo aspetto fa la sua fortuna, "Il tempo è passato": "vorrei vivere con te mi sembra semplice anche perchè non riesco più a fermare il tuo ricordo continuo a ricordare" ritmo zompettante con belle aperture melodiche nel ponte ritornello, "Ninna nanna": ballad venata di soul, falsetto "dormi felice non ti preoccupare adesso sono qui e so come fare" e sugli stessi sentieri musicali chiude l'album "Finchè fiato avrò": "camminerò verso strade che non so per perdermi".  

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