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Bling Ring di Sofia Coppola



"Che dici sto bene? Sembra un look moderato? Sembri una troia vestita da segreteria"
Dare un senso a Bling Ring, sarebbe come aggiungere didascalia a didascalia, un' opera "sociologica?" che ristagna nella sua premessa, va bene il distacco narrativo, va bene il ritratto macchiettistico delle famiglie dei giovani virgulti ma è davvero troppo poco... si voleva certo narrare la pochezza, il vuoto, Sofia Coppola ci riesce sin troppo dimenticando però di far cinema e tralasciando il messaggio o la rappresentazione di questa vacuità che facilmente si contrappone per equipararsi allo star system, il film manca di verve, ritmo, di battute, non graffia, si limita a rappresentare una storia, vera tra l'altro, quasi con disinteresse, ma non è un problema di empatia, la narrazione fredda dei fatti ci può anche stare, mancano forza, vigore, a cominciare dai personaggi non sviluppati, a parte un minimo quello di Emma Watson che tra l'altro rappresenta una figura quasi marginale rispetto ai due protagonisti Israel Broussard e Katie Chang  anche se la scena dello specchio a casa di Lynsday Lohan è l'unica propriamente cinematografica ma ad esempio l'omosesessualità latente del primo è suggerita durante la narrazione e resa nel finale "con una vera caduta di stile" durante il tragitto verso il carcere, ma restiamo vaghi di proposito, anche perchè magari è solo una nostra impressione (speriamo) non convince oltre tutto la tipologia narrativa scelta, alquanto confusa, coi racconti dopo che si sono verificati i fatti.
In estrema sintesi, un'ora e mezza di noia, dove non ci si diverte e dove non c'è niente da riflettere, dove la sinossi viene ripetuta all'infinito, senza soluzione di sorta, (da Paris Hilton a Rachel Bilson a Megan Fox) un film che rappresenta appieno il vuoto generazionale che vuole esprimere, quello dei "bimbi minchia" viziati che giocano e sognano di fare le star entrando nelle loro case e trovandosi di colpo in un enorme negozio di lusso... tra una foto su facebook e l'altra "dobbiamo andare! Fammi una foto prima "(come a dire che il termine bimbi minchia non ci stava poi così male) le star del resto non sono da meno, dalle macchine alle case lasciano tutto aperto con tanto di soldi o persino la coca... tutto a portato di mano... all'apparenza, il vertice dell'esistenza e il vortice sul quale scivolare volentieri in attesa che le televisioni facciano il resto... del resto "questo dimostra che l'America ha un fascino perverso per bonny e clyde o storie così" ma "So fucking what" di Jefery Levy dal punto di vista sociologico era sicuramente di altro livello.

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