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Diamo a Sergio quel che è di Sergio!



A 8 anni dalla scomparsa e dopo una causa legale lunga 18 anni, finalmente possiamo ben dirlo: Sergio Endrigo, il poeta dolce della canzone italiana, vince il premio Oscar per la musica del film “Il Postino” del 1996. Si, o almeno virtualmente, visto e considerato che di anni ne sono passati. “Per onestà e chiarezza ci tengo a precisare che papà non ha vinto e non vincerà alcun Oscar almeno a livello materiale… dopo 17 anni, non avendo alcuna fiducia nella giustizia italiana abbiamo deciso di chiudere la diatriba con una transazione i cui contenuti ovviamente sono assolutamente segreti e tali devono rimanere”. Sono queste le parole di Claudia Endrigo, la figlia di Sergio, emozionata per il riconoscimento ma che cerca di mettere un freno ai fan, che giustamente, vogliono omaggiare il loro “premio Oscar”. Il gioiello di Michael Radford, tratto dal libro “Il postino di Neruda” di Antonio Skarmeta, nonché ultimo film di Massimo Trosi che morì 12 ore dopo la fine delle riprese, ha finalmente una colonna sonora firmata dal grande cantautore di Pola, che morì nel 2005. La sua “Nelle mie notti” del 1974, brano intenso, dolce come la voce di Sergio Endrigo, è la musica che fa da sfondo a “Il postino” e che allora venne attribuita a Luis Bacalov, compositore che collaborò con Endrigo e che in quanto arrangiatore, si prese i meriti della paternità dell'opera agli occhi del cinema (e della musica) internazionale. Allora, Endrigo riconobbe la struttura armonica e melodica del suo brano, che aveva composto tra l'altro assieme al cognato Riccardo Del Turco (autore anche di “Luglio” e “Che cosa hai messo nel caffè?”) e al musicista Paolo Margheri. Quella fu la goccia che fece traboccare l'amicizia tra Bacalov e Endrigo: 11 anni di sodalizio andarono in fumo ed iniziò una lunga battaglia legale. La causa per plagio ebbe due sentenze. Nel 2001 il giudice si pronunciò a favore (parzialmente) di Bacalov; nel 2003 invece ad averla vinto fu Endrigo. Poi il ricorso in Cassazione e nel frattempo la scomparsa di Sergio, una morte triste perchè il mondo della musica italiana lo ha come allontanato, abbandonato... come fosse l'ultima ruota... si, forse Endrigo era l'ultimo... l'ultimo poeta tra i poeti (collaborò con Rodari, Moraes, Ungaretti) che ha lasciato i suoi “figli”, chi lo amava, nella solitudine dei ricordi delle sue perle, “Io che amo solo te”, “Te lo leggo negli occhi” (incisa da Dino), “Teresa”, “Lontano dagli occhi”, “L'arca di Noè”, “Ci vuole un fiore”, “Canzone per te”, “Era d'estate”... parole semplici le sue, che toccano le corde del cuore, di una sensibilità disarmante. E lo si poteva leggere anche negli occhi di questo gigante buono... Adesso la battaglia, portata avanti dalla figlia Claudia, insieme a Del Turco e Margheri, si è conclusa con il riconoscimento della colonna sonora anche ad Endrigo. L'argentino Luis Bacalov ha, così, legalmente attribuito la co-paternità della colonna sonora del film “Il postino” ai tre amici musicisti. Il compositore non ha fatto altro che ridepositare presso la SIAE i cosiddetti “bollettini” delle musiche aggiungendo i nomi di Sergio Endrigo, Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, in una sorta di mediazione. Endrigo non c'è a godersi la vittoria; una vittoria che si è procurato lottando fino alla fine e che chissà quanto dolore gli avrà procurato. Ma siamo sicuri che starà vegliando, in chissà quale posto, lui in fondo era ateo... magari starà ancora a godersi il mare di Pantelleria, forse è ancora là, a giocare a briscola con i pescatori...


Le parole dell'addio
Sono false sono di Giuda
Sono false come il fumo
Che si perde nel vento
Sanno di vino amaro
Di frutti tante volte caduti
A marcire tra l'erba
Le parole dell'addio

Le parole dell'addio
Sono il sale sulla ferita
Invenzioni di paura
In notti solitarie
Sanno di voci perdute
Di strade tante volte percorse
Che ti portano indietro
Le parole dell'addio

Abbiamo detto parole d'amore
Scintillanti come stelle
Scintillanti nel cielo del sud
Fresche come l'acqua d'estate
Bevuta dopo tanto deserto
Lasciamole là ferme e sospese
Nel sonno di quella notte
Sospese come stelle nell'aria
Non parlare amore mio
Vedi ho già parlato io

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