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Violacida - Storie Mancate




Meno di mezz'ora, per i Violacida, che con questo "Storie mancate" dimostrano di saperci fare, il recupero di sonorità legate agli anni 60 non è certo una novità nel mondo odierno della musica indie, i nostri aggiungono un tiro pop ficcante e venature psichedeliche che potrebbero essere una sorta di finestra sul futuro, per l'evolversi del loro sound. I testi sono belli nella loro ingenuità, capaci di scivolare in rime baciate senza colpo ferire e di trovare immagini intense con naturalezza... che vivono dello scontro vitalità/nichilismo dove a vincere è comunque un ritratto sincero e verace della generazione narrata. 
Venendo ai singoli brani, c'è il beat coinvolgente che sfocia in un finale quasi punk di "Una canzone per perdere tempo": "pochi incontri per spiegarti di non puntare su di me", quello letteralmente travolgente di "Occhi belli":"tu non ti accorgi che la fuga dei cervelli non fa per te", con tanto di cavalcata strumentale, la traccia più orecchiabile dell'intero lotto e la veemenza dello scontro tra gioventù e vecchiaia di "Il Quartiere": "tristi e fieri morti in piedi siete soli sempre soli vi porgiamo i nostri fiori". Più rock'n'roll è "Giusy", con passaggi blues che specie nella strofa può far venire in mente "Gli uomini e le donne sono uguali" di Cesare Cremonini: "della stazione sentivi nostalgia e se ci ripensi fu colpa mia giusy prendi la droga e scappa via", "La ballata degli ostinati":"e vaffanculo ad ogni sorta di futuro cammineremo a testa alta contromuro" può invece ricordare gli Zen Circus: "e non ci serve neanche l'immaginazione per la masturbazione abbiamo tutto a disposizione siamo i ventenni della crisi occidentale", "La bella estate" che cita Cesare Pavese, è un'altra folk ballad trascinante, tutta giocata sui cambi di ritmo: "ti avrei portata in riva al fiume dove d'estate non si può affogare", una marcetta blueseggiante a tinte psichedeliche è invece  "Odio quando mi guardi": "odio quando mi dici che non ti bastano le lacrime e che vorresti morire come una grande attrice", altamente suggestiva, così come è "Povero Cristo": "sei mai stato piccolo? Chiuedere gli occhi era un incubo, ora che siamo qui, non li apriresti mai" intenso folk psichedelico, sullo stesso versante ma dai toni decisamente più vintage, nostalgici è "Dormire ": "tu lasciami dormire almeno un anno prometto che dal prossimo migliorerò", un valzerino per la splendida "A cinque anni": "abbasso i profeti e chi ci crede ancora"

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