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Gravity di Alfonso Cuarón




"Tutti dobbiamo morire ma io morirò oggi"
La metafora insita già nel titolo, "Gravity" andare avanti anche quando tutto ti porta indietro e ogni ostacolo diventa insormontabile che si esplicita in quello spazio desolato che rappresenta la perdita, il vuoto che attanaglia la mente di Ryan Stone, il personggio interpretato da Sandra Bullock, dopo la morte della figlia e la sua voglia di immergersi nel lavoro, "continuare a guidare" per non pensare e continuare a vivere in qualche modo, non regge fino in fondo, perchè il concetto è sin troppo didascalico ed esplicitato ancor più e soprattutto non appassiona, anche perchè, grazie all'angelo custode logorroico Matt Kowalsky, George Clooney, i dialoghi spesso, che dovrebbero essere il punto di forza, scadono nel ridicolo involontario,"Kowalsky è una figata! E pensare che viene da Harward" o ancora cambiando registro: "Dille che ho trovato quella scarpa rossa, le piaceva tanto e dille che le voglio un bene dell'anima puoi farlo per me? Affermativo?", tuttavia non ci si annoia pur nella previdibilità dei colpi di scena, anche perchè il film non arriva ai 90 minuti... ma dalla storia non è chi ci si aspettasse chissà che a dirla tutta, con due astronauti rimasti soli nello spazio e in balia dei detriti che cercano faticosamente di far ritorno a casa, ma qualcosa bisognava inventarsi.. al punto che a dirla tutta avremmo preferito addirittura qualche incontro alieno. Visivamente comunque interessante, ma è il minimo per un film del genere, non si va insomma oltre la morale dell'attaccamento alla vita nonostante tutto e tutti e la catarsi compiuta dalla Bullock non può che finire in una sorta di bagno purificatore... "qui nessuno ti fa del male qui sei al sicuro, che senso ha andare avanti continuare a vivere, tua figlia è morta peggio di così non ti può capitare" c'è ben poco da aggiungere, avevamo letto recensioni entusiastiche, addirittura in rete si parlava di capolavoro, a nostro avviso è un film con molte pecche, abbondantemente prescindibile.
 "Hey Ryan che c'è? E' ora di tornare a casa"

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