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I Cani - Glamour


I cani sono tornati e nel modo migliore possibile, "Glamour" ribadisce le peculiarità che hanno fatto la fortuna dell'esordio, ma va decisamente oltre, se il secondo disco è sempre il più difficile della carriera di un'artista, luoghi comuni a parte (Caparezza docet), non è quanto meno semplice ripresentarsi sul mercato, dopo aver tratteggiato una generazione che si è riconosciuta all'istante, I Cani, denotano ancor maggior talento nella voglia di non fermarsi e gettano paradossalmente la maschera nell'apparire ancor più sinceri, nonostante sembri all'apparenza un disco meno di pancia e con più cervello, del resto serve tutto, per scrivere buone canzoni, basta saperli usare. Meno immediati, meno all'arma bianca, meno slogan generazionali... più varietà specie nei suoni e più cura delle parti strumentali, si sente la mano di Enrico Fontanelli,non solo accorgimenti alla formula consolidata, ma decisamente più sperimentazione, più inevitabile maturità, a raccontare la storia di un giovane di successo, "post velleità" a fare i conti con la normalità di tutti i giorni, da riscoprire in un semplice rapporto d'amore. La veemenza, l'appeal radiofonico, il tormentone dato dal fluire dei testi, vengono in questo secondo episodio,rimodulati e scarnificati, senza perdere d'impatto, anche se questo album ha bisogno di più ascolti rispetto al predecessore, Niccolò Contessa, si conferma un autore interessante, davvero di tutto rispetto, oltre che musicista di valore e "Glamour" un sorprendente secondo ottimo album:
  
"Introduzione": col piano portante più un vortice di suoni e ritmiche incessanti, a tratti baustelliana: "non si può correre soltanto dietro ai sentimenti"

"Come Vera Nabokov": pop punk trascinante, con i synth in evidenza, dissonanti eppur complici, per un mood venato di nostalgia che ben si esplicita nel ritornello sospeso: "e non avere 20 anni e non avere gli esami fidati è qualcosa in più"

"Corso Trieste (feat. Gazebo Penguins)": ricordi d'adolescenza, echi lontani con le tastiere protagoniste, poi i Gazebo si fanno sentire, per un continuo crescendo a conferire vigore e solennità al brano:"l'unica vera nostalgia che ho"

"Non c’è niente di twee": "e quanto posso essere disoneste le parole" il primo singolo estratto,è indicativo dei suoni e beat più scarni e misurati, che esplodono in un ritornello evocativo e complice con un bridge che smussa i toni prima di ripartire, è un brano intelligente, di sicura presa, ottimamente confezionato: "io ero un pò troppo comodo in quanto astro nascente di quattro poveri stronzi"

"Storia di un impiegato": "in fondo è del tutto normale mangi poco e dormi male, passerà anche questa, passerà" ottimo dosaggio di atmosfere e toni, tra parti veloci e lente e ponte di passaggio ideale sia a livello di suoni(più pastosi rispetto alle tracce precedenti) che testuale tra il vecchio e il nuovo (nella parte strumentale finale si sente la necessità di rifinire i pezzi sotto questo aspetto) e considerazioni sul successo improvviso:"considerato che non sono un artista e con le velleità non ci si vive, mi ritrovai con un lavoro vero uno di quelli senza glamour"

"Roma sud (feat. Cris X)": Evidente l'aspetto sperimentale in questo amalgama di suoni, diradati e oscuri che si fonde con "Theme from Koh Samui", con l'entrata del piano e poi voci e passanti, niente di originale ma suggestivo

"Storia di un artista": Un romantico a Milano, l'altra faccia della medaglia, verrebbe da dire:"tua madre era una signora della Milano perbene se una notte ti ha chiuso fuori non giudicatela troppo male e sei morto di freddo ma morto letteralmente sei crepato d'infarto a nemmeno 30 anni" eri un genio un'artista eri ricco e viziato eri un vero profeta eri un alcolizzato" ritmo e melodia estive e dissonanze finali, una sensazione di leggerezza che si scontra con l'ironia amara del testo "e sentirci diversi,creativi, speciali tutto tranne normali.." una delle tracce migliori del lotto

"San Lorenzo":un brano pop da classifica, ma d'autore, cantilenante, semplice, fresco e divertente,con un testo assolutamente centrato: "tutto l'universo nasce e muore di continuo e sputa in faccia alla mia meschinità e individualismo quindi andare a chiedere favori alle stelle cadenti non è tanto di cattivo gusto ma quanto arrogante"

"FBYC (s f o r t u n a)": "Ho paura di tutto soprattutto dei cani e di restare solo e degli esseri umani in ufficio mi vesto d'adulto e ascolto sfortuna" ancora sonorità pop punk, una sorta di parte seconda di storia di un impiegato, omaggio ai Fine Become You Came, con un ottimo special finale che sembra un altro ritornello: "vorrei stare sempre così aver cose pratiche in testa, i soldi per mangiare, i dischi i video giochi e basta"

"Lexotan": minimal e intima, che cresce di ritmo e intensità: "nonostante tutto c'è la nostra stupida improbabile felicità la nostra niente affatto fotogenica felicità"

La band ha messo a disposizione lo streaming di Glamour sul proprio canale youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=_3AJxUgY8QU

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