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Pacifico - In cosa credi - Canzoni nascoste Vol.1




"Questa è la mia faccia tra milioni di anni" come un epitaffio "ben augurale" estrapolato da "La stella Arturo", Pacifico torna con questo "Canzoni Nascoste" promettendo di non fermarsi al primo volume.
Only for fans? No.. nonostante siano ripescaggi, pezzi che per un motivo o per un altro non sono finiti negli album del nostro, sono tutte buone canzoni, che era un peccato "a ben ascoltare" che marcissero per così dire nel cassetto. E' anche vero che non aggiungono niente di nuovo e che la parola più indicata per definirne l'ascolto è piacevole.
Dove manca per forza di cose la zampata del leone... quel quid che trasforma una canzone in Una Canzone e a cui Gino De Crescenzo ci ha spesso abituati. Dopo l'album a più voci, comunque riuscito, dove Pacifico ribadiva principalmente la sua di voce, aggiungendo colori alla sua tavolozza mediante l'altrui presenza, per specificare di non essere solo l'autore di Le mie parole e Sei nell'anima, per definire questa raccolta, piacevole, come dicevamo all'inizio è la parola, difficile andare oltre, per intenderci meglio, magari erano proprio questi i brani da affidare ad altre voci che per altre strade e punti di vista avrebbero dato quel surplus che manca, l'esempio lampante di quanto asserito è "In cosa credi": una delle tracce più intense dello scorso album con Manuel Agnelli, qui più spoglia, più intima... questa versione non dispiace di certo, ma "conoscendola" si sente eccome la mancanza del magnetismo istrionico della voce di Agnelli o quanto meno si preferisce la vecchia versione, è soggettivo, la canzone del resto, oggettivamente non si può discutere... come non si può dire che "La giostra": "fermo come una giostra con le astronavi in terra e non si può volare bisogna camminare come una bicicletta con la catena in terra" non sia un gradevole brano pop, che "Aprire la mano": "credere all'amore non sarà mai troppo" molto delicata, non abbia un gran ritornello che "Cazzeggio, metafore, filosofia": "mezza giornata andata a monte l'altra metà la gettiamo al mare", nel suo essere decisamente minimal piace, come l'altrettanto scarna "Non sentire ragioni": "sei sparita siedi pure ovunque c'è posto stavo uscendo a cercarti resti in piedi" e lo stesso si può dire per "Un breve momento": musicalmente la traccia più interessante, affascinante "vorrei lasciare niente indietro chiudere i conti" e "Sarai l'estate": pop dance vintage "vieni a cercarmi vieni a toccarmi" alla fine solo "La stella Arturo": "ragazzini in bicicletta la buio sono loro il  vento  delle case sono loro il giro delle ruote", non convince appieno

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