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Gianni Morandi - Bisogna Vivere


Che gli vuoi dire all’eterno ragazzo Gianni Morandi che canta il bisogno di vivere oggi come ieri, con sempre forza e fiducia nell’avvenire? Che ha fatto il solito disco alla Gianni Morandi? Non è il caso di rimproverargli un bel niente, se  questo “Bisogna Vivere” è il solito disco alla Gianni Morandi, ricco di melodia e soluzioni semplici ed efficaci, alzi la mano chi si aspettava chissà che altro… che non aggiungono niente allo strabordante canzoniere del nostro, un’impresa ai limiti dell’umano… ma rappresentano la tradizione della nostra canzone che si rinnova nella sua rassicurante ripetizione, canzoni gradevoli e facilmente memorizzabili tra le quali spiccano la conclusiva “Ogni vita è grande”: pianoforte, archi e voce, intensa, con un bel messaggio nel testo: “non invidiare nessuno, nessuno è importante anche il potere più forte è un potere importante che sa ingannare la mente con una bugia ma la vita è grande e se lo porta via” e la sentita “Bellemilia” di Gianluca Taddia, ballad aperta e circolare cantanta anche in dialetto emiliano e  con  tanto di coro nel ritornello, di sicuro effetto: “bell’emilia di buon vino con un fazzoletto rosso vecchie sedi di partito e il santino sul cruscotto”. Non dispiacciono “Bisogna vivere” scritto da Pacifico, chitarra acustica portante ed elettrica “spagnoleggiante” a far risaltare e ritmica incalzante per ritornello in minore prima di tornare all’incipit iniziale come da titolo:“giorni di calore e ombre d’aria fresca di silenzio e strada chiusa anni di fatica notti di lavoro quanta vita resta indietro, bisogna vivere”, “La piramide”: chitarra acustica ed elettrica nella strofa, con un buon apertura melodica nel ritornello:“tra un granello e una piramide tu che asciughi le mie lacrime tra un miliardo di anni ancora scelgo te” e  “Sono un ti amo”: “fuori tutto riparte tutto funziona non come me la luna come una biglia rotola giù” buon crescendo e belle le immagini del testo a tema, specie nella strofa, un pò meno nel ritornello: “sempre per sempre tu puoi cercarmi io ci sarò comunque”. Nella norma, pur con qualche pecca, “Solo insieme saremo felici”: “ma poi arrivi tu e scegli me sorridi e mandi via le nuvole perché mai niente è impossibile” musica leggera, melodicamente ineccepibile, molto orecchiabile, “Il nascondiglio delle parole d’amore”: “te li ricordi i primi dieci secondi tu sulle scale e io che mi innamoro” storia d’amore… venata di nostalgia, abbastanza standard nel suo dipanarsi anche a livello testuale, con gli archi in evidenza e “Ti porto al mare”: scanzonata, dal gusto vintage, beat “un po’ di leggerezza in certi casi aiuta a vivere” “cercare la bellezza ogni tanto aiuta a vivere” non convince  soltanto il ritornello, davvero melodicamente troppo scontato. Discorso a parte, merita“Prima che tutto finisca”: “ma se non sei più felice dimmi perché stai facendo l’amore con me” scritta da Grignani e si sente assolutamente (che fa un po’ di controcanti e mette qualche rima di troppo), strofa, ponte, ritornello… che alza di tono nel bridge, Morandi non riesce a farla sua.

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