Passa ai contenuti principali

The Softone - Tears of lava


Interessante Ep questo “Tears of lava” dei Softstone, 5 brani più un breve strumentale dai profumi anni ’70, che mischiano blues e psichedelia in modo appropriato, con un pizzico di elettronica, non spingendo sull’acceleratore ma costruendo vere e proprie “songs mantra” dove su le ripetizioni dei temi sono le chitarre elettriche spesso ad emergere. C’è qualcosa da limare ma piacciono sia l’appeal melodico in generale dei brani, sia le soluzioni adottate per diversicare il corpus, mai banali e che forse potevano essere prolungate maggiormente. I nostri rimangano nella forma canzone giocando con essa, là dove la strofa è il vero e proprio ritornello e gli interventi strumentali come dicevamo poc’anzi arricchiscono la materia senza mai esagerare:

“Walk away”: la traccia più melodica del lotto che ha dalla sua accenni psichedelici che trovano sfogo nella parte strumentale centrale, non convince del tutto per alcune scelte fatte in fase di mixaggio, con un uso forse eccessivo degli echi e il volume della voce troppo alta...

“Right or wrong”: incedere incalzante, per diradarsi opportunamente nella parte centrale, prima di riprendere con piglio deciso.

Somewhere over”: blues “fumoso”, con la tromba ad arricchire il corpus e a dividersi gli spazi con una chitarra elettrica dissonante, da segnalare anche un’ottima apertura melodica in minore a variare la trama nel mezzo del brano.

“He came at the down”: cori, evocativa, quasi un’introduzione per il climax che si respirerà poco dopo
“Son of a gun”: profumi anni 70, dall’andatura “country western”, polverosa, con le chitarre elettriche a conferire solennità.

“Ray of light”: dal mood doorsiano, la traccia che chiude l’album è un blues cadenzato e sinuoso, con buoni inserti chitarristici a ergersi protagonisti.


Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...