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64° Festival di Sanremo 2014 prima serata


Voglia di ricostruire nel nome della bellezza, è questo il messaggio che Fabio Fazio lancia dal palco dell’Ariston (dopo che Pif “ha presentato Sanremo” e anche “Sanromolo, in quello che può considerarsi il prefestival) mentre due operai disperati fanno tornare alla mente il celebre episodio di tanti anni fa con Baudo alla conduzione, ripreso tra l’altro a mò di gag dai Soliti Idioti un paio d’anni fa. “Dicono Loro” che… Fazio legge la lettera come promesso, dopo Ligabue che omaggia insieme a Mauro Pagani il compianto Fabrizio De Andrè, con un’intensa e spoglia versione di “Crueza de ma”. E’ arriva il turno “dell’irresponsabile Lucianina” chiamata a destabilizzare come sempre “il bravo presentatore” e meno male: “Visto che tu non vuoi i fiori sul palco, li ho messi sulle tette…” Arisa apre ufficialmente la gara con “Lentamente”, brano raffinato e suggestivo, una marcetta eterea che avrebbe di certo bisogno di più ascolti, infatti passa “Controvento”, (l’annuncio è dato da Tito Stagno) radiofonico e semplice, con un bel lavoro di archi, che arriva immediatamente; nel complesso entrambe le canzoni confermano come Arisa sia cresciuta moltissimo in questi anni e come dice Lucianina: “Sei venuta qui con gli occhiali neri, adesso guarda che gnocca che sei diventata”.


Francesco di Gesù in arte Frankie H Nrg Mc, presenta da prima “Un uomo è vivo”, che ha un bel testo ma musicalmente e a livello armonico sembra una b-side di Jovanotti, poca cosa, decisamente meglio “Pedala”, col ritmo in levare e un testo ricco di metafore calzanti, coi cori e i fiati in evidenza nel ritornello… che infatti, annunciata da Francesca Dallapè e Tania Cagnotto, è la canzone che il nostro canterà nelle prossime serate. E’ il momento della splendida Laetitia Casta che torna a calcare il palcoscenico sanremese dopo ben quindici anni e con Fazio duetta, con la scusa di una gag trita e ritrita, su classici italiani e francesi, che culmina nell’esecuzione di “Silvano” dell’indimenticato Enzo Jannacci, con Fazio che indossa l’impermeabile di Enzo, portato dal figlio Paolo, al pianoforte. Un momento sicuramente toccante e sono buone le interpretazioni vocali dei due, peccato solo per la poca originalità della scenetta messa in piedi. Si torna alla gara con Antonella Ruggiero che esegue due brani di altissima classe, con la sua voce eccelsa a dominarli e prendersi inevitabilmente la scena, a passare è la più “d’impatto” “Da lontano”, una ballad solenne e suggestiva, non male di certo “Quando balliamo”, più morbida, sinuosa che però non può contare su un ritornello per così dire “forte”. Amauris Perez, reduce da “Ballando con le stelle”, annuncia il passaggio e scherza con Lucianina in preda a una crisi ormonale.


Si continua con gli sperimentali Raphael Gualazzi e Bloody Beetroots, “Liberi o no” annunciata dal Professor Svaldini, è energica e trascinante, su movenze dance funky e coro gospel, perfettamente riuscita dunque la commistione, decisamente da dimenticare “Tanto ci sei”, il testo più debole dell’intera kermesse, un blues/soul inframmezzato dai synth. Dopo il terremoto Carrà, tralasciando il meedley dei suoi brani, è sicuramente divertente il duetto con la Littizzetto che prelude alla grandissima prova di un Cristiano De Andrè in stato di grazia, due brani da pelle d’oca, soprattutto “Invisibili” (che vedrai che resterà nella storia, dice Fazio) e quello che passa effettivamente il turno, l’ospite dedita all’annuncio è Cristiana Capotondi, “Il cielo è vuoto”, che ha un crescendo di pathos emotivo che ha facile presa sulla giuria. Deludono un po’ invece i Perturbazione, “L’Italia vista dal bar” soprattutto non riesce nel suo intento, appare consolatoria e ha poco mordente, nonostante un buon bridge, meglio “L’unica”, il brano che passa, annunciato da Massimo Gramellini... più vicina alle sonorità di Musica X. Cat Stevens (“E’ per questo che mi piace fare Sanremo, ammette Fazio) regala emozioni e magia come solo i grandi sanno fare, “Father and Son” ovviamente fa la parte del padrone … e degli applausi. Dopo un bello e breve omaggio a Roberto “Freak” Antoni, Giusy Ferreri presenta “ L’amore possiede il bene”, dalla struttura circolare, orecchiabile il giusto, ma che non affonda il colpo e la canzone che passa il turno, (annunciata dall'attore Marco Bocci) “Ti porto a cena con me”, più monocorde e standard… l’impressione è che in “Il mare immenso” di qualche anno fa sembrasse decisamente più a suo agio o quanto meno rendesse di più.

In estrema sintesi, una prima serata, con poche sbavature e un buon ritmo, dove la Litizzetto (7,5) fa la fortuna di Fazio (6,5), dove Cat Stevens (9) per forza di cose primeggia su tutti gli ospiti, Ligabue (7,5) Laetitia Casta (7+) e Raffaella Carrà (6,5) e Cristiano de Andrè (8) si prende la palma del migliore in campo fra i cantanti, Arisa (7+), Ruggiero (7), Frankie Nrg (6-) Gualazzi e Bloody Beetroots (6-) Perturbazione (5,5) Ferreri (5-).


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