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Arisa - Se vedo te


Arisa sorprende con “Se vedo te” abbandonando il sound pop/jazzy che contraddistingueva il suo precedente album “Amami” per lasciarsi piacevolmente contaminare da autori come Cristina Donà, Dimartino, Dente, Marco Guazzone… ne viene fuori un lavoro variegato per forza di cose, ma che non perde la sua coerenza interna, un album pop a tutto tondo, ricco… scritto, cantato e arrangiato ottimamente.  E’ bello constatare come Arisa abbracci nuove sfide e centri in pieno l’obiettivo, dopo la maturità raggiunta con lo scorso lavoro, “Se vedo te” è un ulteriore tassello che va ad arricchire il suo percorso artistico e un ulteriore dimostrazione di classe:   

“L’ultima volta”: “ti annoia pure la felicità”, pop/dance dal retrogusto anni ’80, che ben si sposa con la malinconia del testo: “siamo ciò che ci manca, una chiamata senza risposta”

“Chissà cosa diresti”: fresca, vivace, tra chitarre dissonanti, trombe e ritmiche beat: “oggi dipingo le sedie e spengo il cellulare ma dove è scritto che bisogna sempre farsi trovare”. Forse il vertice compositivo della coppia Cristina Donà / Saverio Lanza.

“La cosa più importante”: folk ballad, con accenni country/blues, con un’ottima apertura melodica nel ritornello che nel bridge si tinge di soul, un po’ banale il testo, ma passa decisamente in secondo piano: “e non lasciarmi mai lo sai che non potrei da quando sei la cosa più importante che ora ho, tu non tradirmi mai e io proteggerò la cosa più importante che ora ho”

“Se vedo te”: atmosfera sinuosa, che affonda in sonorità space rock, si percepisce a un primo ascolto la firma di Cristina Donà: “faccio spazio dentro agli occhi perché tu li riempi faccio spazio nei miei giorni perché tu li attraversi”

“Lentamente (il primo che passa)”: altro brano scritto da Cristina Donà, raffinato, di gran classe, tra trombe e violini: “Lentamente si apre il giorno davanti a me luce calda che l’orizzonte fa nascere cade una mela da un ramo ed io vivo”

“Quante parole che non dici”: scritta insieme a Dimartino, richiama un po’ Lucio Dalla nella melodia della strofa, esplode letteralmente nel ritornello: “ma perché vuoi spiegare l’amore? Sono solo due numeri primi da calcolare”

“Sinceramente”:  “ho fatto tutto quello che dovevo, ho detto pure una bugia sinceramente”,deliziosa marcetta ariosa, sorretta da archi, tromba e sax , scritta da Dente “Cuore che non vede da peso alle parole, il cuore che non vede che si spengono le cose, cadono i vestiti, piangono i poeti, cambio le lenzuola che fioriscono i pensieri”

“Dici che non mi trovi mai”: “è un’arte quella di fingersi felici” Ennesimo brano che porta la firma di Cristina Donà,dalla ritmica incisiva e ipnotica che si libra nella melodia del ritornello, : “Davanti a noi la polvere, ho gli occhi che mi bruciano, se questa è la verità, la verità è troppo grande”

“Dimmi se adesso mi vedi”: Raccolgo il vento, il mare è andato via e resta solo il sale su di me” testo e musica di Marco Guazzone, il brano ricorda atmosfere care ad Elisa “non senti che non vedi che sto male” 

“Controvento”:  “io sono qui per ascoltare un sogno non parlerò se non ne avrai bisogno ma ci sarò perché così mi sento, viaggiando controvento” il brano vincitore di Sanremo è semplice e immediato, paradossalmente finisce quasi per stonare all’interno dell’album, ma rimane ovviamente una più che buona canzone.

“Stai bene su di me”:  secondo brano scritto insieme a Dimartino, “come un vestito come la luna sulla pelle come la luce che invade la città come la felicità che piove su di noi” suggestiva ballad per pianoforte e archi che diventa una marcetta nel parte finale

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