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Giusy Ferreri - L'attesa


Non confinare in ambito pop una voce come quella di Giusy Ferreri dovrebbe essere l’imperativo di un buon discografico ma è evidente che ai piani alti non la pensino così e sostengano anzi che la nostra debba necessariamente cimentarsi in ballad fotocopia per compiacere le classifiche. Per fortuna che “L’attesa” è un disco a due facce, dove è impossibile non rendersi conto delle differenze che emergono quando la Ferreri può spaziare tra i generi,cantare davvero con “l’anima”, arrivare al cuore dell’ascoltatore e non è di certo nei brani più rassicuranti che questo accade. E’ un album alla fine gradevole con poche cadute di tono e collaborazioni importanti come quella con Yoad Nevo, ma Giusy Ferreri con la voce che si ritrova deve e può osare molto di più: 

“Inciso sulla pelle”: ballad pop abbastanza scontata nel suo dipanarsi, comunque orecchiabile: “è che credo che il perdono troppo spesso sopraggiunga un po’ prima del tempo ed è per questo che mi difendo”

“Nessuno come te mi sa svegliare”: la versione italiana del brano di Linda Perry No one wakes me up like you, contenuta nell'album 8 songs about a girl dei Deep Dark Robot, nel canto ricorda Patty Pravo ma la Ferreri offre davvero un’ottima prova vocale per un sound che non dispiace nel suo continuo crescendo e con l’entrata delle chitarre elettriche nel ritornello:“io sto bene si bene proprio come stai tu mi sta bene si ma solo se vuoi andartene tu”

“L’amore possiede il bene”: “dopo tutti questi anni che ho passato insieme a te ho capito che non posso allontanarmi perché nel momento in cui guardo avanti lascio dietro me mille ricordi e l’amore a possedere il bene quindi io possiedo te e tu me” il brano che a Sanremo avrebbe meritato maggior fortuna, è sicuramente  piacevole con la decisa virata dance nel ritornello

“Ti porto a cena con me”: “… il tuo passato non è invitato” il brano che invece è arrivato alla fase finale di Sanremo è di certo più standard, può ricordare Tiziano Ferro nella progressione armonica del ritornello “avrei voluto scriverti una lettera anche se ormai si usa poco se fosse contagiosa la felicità adesso è fuori moda” 

“L’anima”: “la difficoltà è nel sentire l’indifferenza può far tanto male fino a legare un’anima” bello il messaggio  molto meno bene il testo e la musica, si salva solo l’interpretazione vocale, dove la Ferreri tira fuori la grinta nella parte finale 
per il brano più debole a nostro avviso di “L’attesa”   

“Per dare di più”: un brano folk country venato di nostalgia con qualche rima di troppo, buono il ritornello “e dare di più per sentirmi nuova”

“Victoria”: ritmica trascinante jazzy/swing con un buon lavoro di chitarre di stampo english, il brano è  stato ispirato da tre sorelle acrobate (Iglis, Seyla, Sandy Rossi) “per te è più facile volare tu vuoi sentirti libera”

“Neve porpora”: piglio western, evocativo, ad immaginare l’ultima notte prima della fine del mondo,con buoni risvolti melodici nel ritornello “una luna ruffiana ha mandato i suoi angeli fin qui e le distanze ovunque sembrano più nemmeno esistere”

“La bevanda ha un retrogusto amaro”: attitudine rock di chiaro stampo anni ’80 alla Decibel, con un testo intelligente su una tematica importante: “lo stupratore in discoteca la gente grida io cerco invano il mio marziano meglio non dire” 

“Lacrime”: “io che non riuscivo a piangere sto lottando per tutto ciò che giuro non vorrei perdere” intensa ballad a tinte blues/soul, decisamente a proprio agio la Ferreri e questo dovrebbe far riflettere non poco, uno dei brani migliori

“Qualunque vita è straordinaria”: “andare avanti ogni giorno così com’è giocare a carte col destino e vincere corri ragazzo che ogni angolo del mondo è li per te” delicato e raffinato,scritto da Ermal Meta.

“Ho ucciso il diavolo”: “mi riprendo la mia anima” ghost track a tinte rock, volutamente grezza (è addirittura il provino)“ad esorcizzare i rischi del successo” 

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