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Maria Antonietta - Sassi



Mai uguale a se stessa Maria Antonietta torna con “Sassi” e ammalia letteralmente con brani di classe cristallina, dal sound scarno ma ricercato e con parole semplici… come la verità che sta dietro l’angolo, che non possono non colpire. Non era facile ripetersi, Maria Antonietta non cambia, si evolve, nella maniera migliore e naturale possibile. Ci sarebbero tante cose da dire, come la citazione dell’Ecclesiaste della Bibbia che dà il titolo all’album e che è poi il ritornello di “Abbracci” o il ruolo dei fratelli Imparato, Giovanni e Marco, con quest'ultimo che ha curato gli arrangiamenti, perchè “Sassi” è fondamentalmente un album di sensazioni, che prende a pelle e riesce a farsi complice anzi la pretende questa complicità con l’ascoltatore, serve solo lasciarsi andare ed è li che scatta la magia:

“Galassie”: “ tu che dici sono nella verità e ti riempi la bocca e parli d’amore come se fosse un insieme di parole e non una serie di atti uno dietro l’altro allineati” evocativa, sospesa, arrangiamento minimal per chitarra, pianoforte e pochi orpelli 
“Abbracci”: “c’è un tempo per lanciare i sassi e un tempo per raccoglierli c’è un tempo per astenersi dagli abbracci e un tempo per gli abbracci, il mio è arrivato oggi” mood post rock che non disdegna la melodia, con un ottimo arrangiamento variegato che fa la differenza 
“Tra me e tutte le cose”: “continuate a riempiervi quella bocca di stronzate come fate sempre e andate in pace” atmosfera d’antan dall’incedere cantilenante e trasognante: “perché ci sei tu e io non ho mai chiesto nient’altro che svegliarmi con te ogni giorno”
“Giardino comunale”: “io non ho niente da dimostrare e continuerò a fare quello che mi pare questo è sicuro nella purezza come ho fatto sempre dici bene” con la ritmica che procede a strappi il brano è quasi una dichiarazione d’intenti “in ogni caso io non mento al limite sto zitta”
“Ossa”:la title track è un brano punk semplice e diretto, trascinante, con tanto di voce filtrata “ti vorrei prendere a calci fino a farti molto male tanto non sviluppo sentimenti come dicevi tu”
“Ombra”: “la mia testa che non fa compromessi con la realtà in tutte le sue parti e io vorrei congelarci per un milione di anni, la felicità proietta sempre un’ombra lunga” intensa e suggestiva rock ballad con un ottimo ritornello 
“Decido per sempre”: “ne i vivi ne i morti loro non ti avranno mai e se io potessi essere migliore sarei migliore solo per te” diradata con venature psichedeliche
“Animali”:“e io ancora non mi sono adattata a questo tipo di universo come fanno tutti gli animali e gli uomini intelligenti” splendido brano pop dal retrogusto sixties, dall’arrangiamento raffinato con gli archi in evidenza
“Diavolo”: “in ogni caso il passato non finisce mai dovrei arrendermi e dormire la notte come fanno tutti in ogni caso esisti non finisci mai”, chitarra e voce inserti di organo avvolti in un mood psichedelico 
“Molto presto”: delicati arpeggi di chitarra per un brano dai toni intimi e complici: “ma ti prometto che molto presto scomparirai un po’ come è scompare tutto il resto e io non starò li a guardarti come ho fatto per anni fino a consumarmi gli occhi”


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