Passa ai contenuti principali

Pompei di Paul W.S.Anderson


“Come se l'Universo fosse sprofondato nel buio eterno”

“Oggi ho visto l'uomo che ha massacrato la mia famiglia, forse mi ha risparmiato per questo”

- “E' questo me lo chiami sport?”
- “No cara Cassia, questo non è sport, questa è politica”

La prevedibilità dell'incipit narrativo di “Pompei” – di Paul W. S. Anderson, del bambino “sepolto” nell'ammasso di cadaveri che in realtà è vivo, è più di un presagio negativo sulle sorti della pellicola. Siamo nel 62 d. C. in Britannia, i romani uccidono un'intera tribù di cavalieri celtici. L'unico a sopravvivere è un bambino di nome Milo (Kit Harington) venduto come schiavo per combattere, una volta giovane e forte, nelle arene. Quando arriva in catene a Pompei, nota Cassia (Emily Browning), la bella figlia di Severo (Jared Harris) e Aurelia (Carrie-Anne Mosse). Tra lotte e risse da osteria, il potente e cattivo Senatore Corvo (Kiefer Sutherland) pretende dai genitori di Cassia la sua mano, ma ben presto scoprirà che la ragazza ed il suo odiato schiavo provano del tenero. Allora condanna Milo a combattere nelle arene... proprio nell'ultimo combattimento, il vulcano si risveglia come un Dio che vuole punire gli umani, di qualsiasi ceto sociale, emettendo una sentenza... di morte. Combattimenti fine a sé stessi, cercare lo scontro ad ogni costo, scene troppo lunghe e noiose e qualcuna anche da lasciar perplessi – come quella delle frustate a Milo che non dice neanche aih! (e la sua Cassia si vanta pure) – relegano il disastro di Pompei nella parte finale di un film che neanche il caos dell'esplosione e le fiamme riescono a reindirizzare verso la dritta via... ormai smarrita e l'unica scena intensa, l'ultima, è quella dei due amanti avvolti tra le tenebre di una Pompei in fiamme, anche se la rosselliniana memoria non ci deve ingannare a mostrar paragoni inutili. La fotografia è giustamente ombrosa. Peccato che sia l'ennesimo dopo “Il Gladiatore”, contemporaneo (per uscita nelle sale) di “Hercules”, che mette in mostra l'era dell'Impero Romano tracciata solo da lotte feroci in arene e amori impossibili. E'stata un'occasione persa per un cast che meritava decisamente di più ed in parte lo ha mostrato “sul campo”: Kiefer Sutherland, l'uomo del momento con “Tuch”, dona credibilità al suo bruto personaggio; si rivede una Carrie-Anne Moss abbastanza in forma ma in un ruolo un po' striminzito per lei; Kit Harington invece dà il volto a Jon Snow nella serie tv “Il trono di spade” e con questo film ha cercato una maggiore visibilità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...