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Gouton Rouge - Carne


Energia a colori si potrebbe così definire il primo album dei Gouton Rouge, “Carne”, otto canzoni potenti e ricche di suggestioni, arrangiate ottimamente. L’indole è punk "per la botta sonora" ma la varietà di elementi prende decisamente il sopravvento e il quartetto lombardo  riesce a mischiare il tutto con perizia senza trascurare la melodia che arriva e sorprende come in “Sbiadire”: il primo singolo estratto: “oggi io credo che tu possa far sparire tutti quei lividi che mi son fatto” e il falsetto di “Everest”: “ho bevuto fino a parlarti senza lacrime di rimpianti” che hanno incisi mirati e convincenti. Falsetto che ritorna spesso, come nella convulsa “Immobile”: “guardami così cerco di ingannarmi appena te ne vai tanto alla fine ci saremmo odiati” o nell’hard rock di “Lamette”, con le chitarre elettriche in evidenza:“io mi aspetto una scossa,attraversami”. Altro aspetto fondamentale del sound del gruppo è di certo quello psichedelico, che troviamo sin dall’inizio in “Attratti”:una sorta di pop/punk lisergico che può richiamare i primi Verdena: “come se vivessimo soli fin che lui tornerà” e in“Discese”: “ogni volta che resto solo penso al giorno in cui ho contato i tuoi passi, quella volta in cui ci siamo visti sulle scale avrei avuto meno paura”. “Vicoli”: “per te c’è solo il presente” è variegata e intensa e può racchiudere in un certo qual modo la cifra stilistica dei Gouton Rouge insieme ad “Ancora”: “ci incontreremo lassù nel posto della più implacabile rottura funzionerà ancora” dalle atmosfere dilatate e suggestive stemperate in una efficace marcetta finale.

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