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Ti ricordi di me? di Rolando Ravello


"L'amore, l'odore.. ma chi sei? Gigi D'Alessio?"

Dopo il buon esordio di "Tutti contro tutti", Rolando Ravello torna dietro la macchina da presa con "Ti ricordi di me?" virando verso una commedia sentimentale, sceneggiata da Paolo Genovese da un soggetto di Massimiliano Bruno. A tal proposito la storia è una sorta di rielaborazione di "50 volte il primo bacio" di Peter Segal, in quanto la protagonista Bea (Ambra Angiolini) causa narcolessia perde la memoria a breve termine e il suo innamorato cleptomane Roberto (Edorado Leo), conosciuto dalla psicologa, deve riconquistarla di volta in volta. Rispetto al film americano, Ravello evita accuratamente il dramma e immerge la storia in un mood favolistico dal quale ricalca la struttura. Perfetto appare dunque il ruolo costruito per Edeordo Leo che oltre che scaffalista in un supermarket coltiva il sogno di diventare uno scrittore di fiabe "sociali" per bambini. "Ti ricordi di me?" scorre via gradevole e divertente grazie anche a Francesco (Paolo Calabresi) (che interpreta il cognato di Leo e che insieme a Valeria (Susy Laude) rappresenta l'antitesi della storia d'amore nascente principale) specie nella prima parte, quando poi per così dire i nodi devono venire al pettine, c'è una fase di stanca quasi fisiologica per un racconto del genere, che ovviamente non può finire dopo un'oretta scarsa con la nascita del figlio della coppia. Nel dover necessariamente complicare il lieto fine, il film diventa prevedibile e scivola nell'inverosimiglianza, perchè va bene che si assiste a una fiaba, ma questa povera ragazza (Bea) non ha con se neanche un documento?
Il finale delicato e non stucchevole riscatta per fortuna queste ingenuità per un film alla resa dei conti riuscito, grazie anche a movimenti di macchina fluidi e non banali, il ricorso a espedienti da videoclip che danno ritmo alla narrazione, le favole spassosissime nella loro genuina cattiveria e non ultimo all'affiatamento della squadra attoriale.


"All'età di otto anni ho iniziato a rubare.. e a mangiare e spesso associavo le due cose. mangiavo quello che rubavo"

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