La Tarma - AntiTarma



Un album raffinato e colto eppure ampiamente accessibile, quasi a esplicitare il titolo stesso. Marta Ascari aka "La Tarma realizza con AntiTarma" un compendio di bravura che ha il dono di risultare semplice nella sua apparente complessità, nel rendere la ricercatezza della proposta ampiamente godibile. Un vero e proprio album pop d'autore insomma, cantato e arrangiato (da Saverio Lanza), come meglio non si potrebbe, dieci canzoni ricche di suggestioni che evocano Alice, Giuni Russo, Franco Battiato ma che trovano felicemente vita propria. 
Si comincia da "Il sosia": dal piglio teatrale, ben strutturata, con cambi d'atmosfera e con un convincente ritornello: "tutto genera fantasmi se non ci fossi tu qui ad aiutarmi"; si prosegue con "Icastica": dal mood incalzante, riferimenti agli anni '80 coi synth in evidenza, con una avvolgente melodia "come un vino troppo forte la sconvolse"; chiude l'energico trittico iniziale "Zenone" dalla strofa trascinante e dal ritornello più disteso ma comunque potente a mettere in risalto una vocalità straordinaria:"quando sei con me cosa pensi sono preda di un miraggio forse tu non vuoi". Con"Fiori neri" i giri sembrano allentarsi e ci si trova di fronte a una strofa sospesa ed oscura che vira verso un rock tirato nel ritornello: "ho tanti fiori neri nel cervello e non mi lasciano stare"; "Cuore d'argento": tra falsetto e stop and go è un brano pop decisamente coinvolgente: "mi rivolgo a te che sei il mio culmine, la mia intraprendenza". "Istanbul" è invece una sinuosa ballad che stempera la tensione nella melodia del ritornello "io voglio stare accanto a te". "Lo strappone/cielo di carta": filastrocca al pianoforte che cresce d'intensità: "ed hai una certa ironia nel dire quello che non vuoi indossando le spoglie di quella che non sei". Ballad solenne è "Il sole": "il sole non chiede il permesso di splendere" dai profumi anni 70, specie nell'uso della voce. Si segnala per l'arrangiamento non banale"Mongolfiera": "sono stanca di sorridere se dentro muoio" dal ritornello etereo,"La bellezza delle cose" è un autentico gioiello, che ammalia letteralmente e chiude l'album in maniera mirabile: "vieni qui nel mio cuore frantumato e ricomposto"

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