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Adolfo Dececco - Metromoralità



Rinverdire lo spirito cantautorale dell'epoca d'oro della nostra canzone sembra l'intento di Adolfo Dececco che in questo "Metromoralità" non inventa niente, ma scrive bene, (i testi sono sicuramente il suo punto di forza) e presenta una proposta varia sotto il profilo musicale. Temi importanti trattati con ironia e intelligenza, arrangiamenti semplici ed efficaci, una voce sicura e una ricerca della melodia non banale. Prodotto da Vince Tempera e Guido Guglielminetti, "Metromoralità" è un disco onesto e sincero che non ha paura di arrivare a più gente possibile parlando di argomenti importanti:

"Metromoralità": "L'Italia è il paese delle elezioni eppure pretendiamo le rivoluzioni" reggae e piglio cantautorale insieme "la comunicazione è un'arte antica che nasce se sai improvvisare, ricordi quando è morto tuo padre, io non sapevo che dirti"

"Chiara che pensi": ballad ariosa ad ampio spettro melodico "i tuoi occhi brillano e io non so come devo fare per imparar l'amore, i tuoi occhi brillano come due pistole"

"Tempo tecnico": "ma non ho capito chi siamo noi che impariamo il mondo con l'i-phone" ancora reggae per una critica alle degenerazioni tecnologiche "basta una bella foto per non essere brutti"

"Touchscreen": sulla chitarra acustica, atmosfera da falò a proseguire il discorso precedente, "il mondo è uno schermo che se lo sfiori lo muovi ma se non ci finisci dentro magari non vivi"

"Il tempo dell'amore": "ti amo davvero un uomo bugiardo prova a esser sincero" a colpire è la scrittura che affronta in maniera non banale uno dei temi più trattati: "non è camminare insieme l'amore ma rincorrersi sempre senza arte ne parte" con slide guitar e piano a riempire

"L'amore paziente": vale il discorso fatto precedente per quanto riguarda il testo per un brano che unisce ottimamente ritmo e melodia, "non ho mai conosciuto l'espressione quotidiana di una donna con lo sguardo che dimostra di capire quando tu preferisci non parlare"

"Canzone semplice": "come la pasta al pomodoro che in fondo è sempre unica come un capolavoro" tema sviscerato ampiamente, "senza pretese" non dispiace l'arrangiamento

"Come si coltivano i fiori": uno dei brani più convincenti "pensando che un amore a vent'anni fosse tutta una vita"

"Dietro le nuvole": "amici e amore come sigarette in vecchie giacche dimenticate" ballad folk abbastanza standard

"A cena da soli": folk con venature country e con l'armonica a far da intermezzo "accettare i piedi vuol dire aver le ali"

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