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"Suor Cristina" sbanca "The Voice" ma è "Il Personaggio a sovrastare la Voce"



L'annunciata e scontatissima vittoria di "Suor Cristina" a "The Voice" ieri sera ribadisce che più che "la voce" a contare maggiormente è irrimediabilmente "il personaggio" in un paradossale "Abito che fa il Monaco" che prevale sul titolo stesso del programma e del celeberrimo primo ascolto di spalle per non esser forviati dal fattore estetico o semplicemente visivo che dir si voglia. C'è poco comunque da eccepire sulla "voce" di "Suor Cristina", pulita, precisa e soprattutto carica di gioia ma se gli stessi giurati si sono prodigati per tutta la puntata a ripetere che "qui vince lo spettacolo, fuori invece la musica" una riflessione non sul valore artistico della vincente ma del suo reale potenziale discografico (anche in virtù del tempo) è più che lecita. Se ad X Factor i giudici hanno scelto di puntare principalmente su questo criterio e il pubblico è stato per così dire guidato in questo e Michele "Tesorino" Bravi ha comunque le carte per costruirsi una carriera artistica, a The Voice il giudizio dello stesso J AX che aveva giustamente accordato la sua preferenza a Dylan nella semifinale è stato totalmente scavalcato dal sentimento popolare che ha premiato più il "fenomeno" di per se, che altro e questo è un fatto innegabile a maggior ragione che il country gospel scritto da Neffa interpretato da Suor Cristina appare a nostro modo di vedere anche come l'inedito più debole. E' anche vero che questa edizione di "The Voice" è stata letteralmente traianata dalla presenza "divina" e ne hanno beneficiato tutti, visto il richiamo addirittura mondiale, così non può di certo stupirne l'epilogo, valga a tal riguardo l'espressione "beata" e "rassegnata" di Giacomo Voli secondo classificato. Per tutte le considerazioni poste all'inizio a giudicare d'ora in poi, oltre al pubblico "sovrano" sarà il tempo e il suo corso, una volta passato il clamore mediatico sempre che a Suor Cristina interessi poi veramente "una carriera artistica" e non torni "beatamente" alle sue "alte" faccende di tutti i giorni "con la gioia" di aver comunque portato "il suo messaggio d'amore cristiano" con tanto di "Padre Nostro" finale in prima serata su Rai Due.    

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