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Intervista e resoconto live Ettore Fioravanti e I Traditori - Marsala Jazz Estate (30 luglio 2014)


La prima serata del “Marsala Jazz Estate” - la rassegna che ha riportato il jazz nella Città dei Mille - si è conclusa con un magistrale concerto di Ettore Fioravanti e “I Traditori”. Emozioni, musica di alto livello, un free jazz variegato che ha spaziato dal più sperimentale a quello intriso di incursioni elettro-funk e l’esaltante inizio della Drepanum Dixie Band che dalla piazza è salita sul palco. Tra il pubblico presente, tanti i giovani che hanno voluto sentire la band vicino al palco, a rimarcare il fatto, positivo, che i ragazzi hanno voglia di imparare… se solo si investisse nel loro futuro. E proprio a loro Fioravanti si rivolge – affiancato dall’incredibile sassofonista Marcello Allulli che dipingeva la tela come in un quadro – portando sul palco del Complesso San Pietro due giovani musicisti: Francesco Poeti alla chitarra e Francesco Ponticelli al contrabbasso, il primo a sporcare il sound, il secondo a mettere ordine nel caos. Un sound traditore, per niente si chiamano così, un jazz contaminato, dove la band ha proposto brani del proprio repertorio (hanno all’attivo due dischi, l’ultimo “Traditori” è uscito da poco), un pezzo di Lou Reed “Walk on the wild side” che ha trovato ovazioni, e per chiudere, due brani dell’immenso Thelonious Monk a ricongiungersi con le origini. Abbiamo incontrato subito dopo il sound check, nella suggestiva cornice dell'ex Convento San Pietro, il musicista Ettore Fioravanti che ci ha parlato del mondo del jazz, della cultura in Italia, della sua musica e dei prossimi progetti. Lui ci accoglie mangiando un tipico "cappiddruzzo" siciliano (ci chiede come si pronuncia) con l'aria gentile, il fascino del jazzista che ha affiancato i più importanti musicisti del panorama internazionale, un gran bagaglio sulle spalle. 


Un Festival Jazz a Marsala manca dalla fine egli anni '90, in cui nella piazza principale a ridosso del Duomo della Chiesa Madre, si sono esibiti artisti come Pat Metheny raccogliendo in una sola serata circa 25mila persone. Poi la tradizione è stata abbandonata ed oggi di nuovo ripresa grazie all'associazione culturale "Tetragono... non solo Jazz" ed ai direttori artistici Giacomo Bertuglia, Claudio Forti e Fabio Gandolfo. Com'è essere qui, oggi, che per te non è la prima volta?

A Marsala sono stato negli anni '80 e poi sono tornato negli anni '90 in una serie di iniziative jazz collaborando lungo il mio percorso con tanti musicisti siciliani. Devo dire che la Sicilia mi manca, è un posto splendido da tutti i punti di vista oltre che un buon posto per fare musica dove ci sono ottimi musicisti. Il problema sono i fondi che spesso mancano per investire in eventi come questo. Gli "amici" di "Tetragono" solo stati coraggiosi nell'insistere e nel riproporre una manifestazione del genere in una Città che ha ospitato il grande Jazz.


Il vostro lo avete definito un jazz "traditore", da qui il nome del quartetto. Molto contaminato, serpeggiante, che spazia da Miles Davis ai Clash, rivisitando anche altri generi musicali. 

Il fatto di accogliere nuove idee e gente giovane come Poeti e Ponticelli per me è stimolante innanzitutto perchè non ripropongo coe già fatte con musicisti con cui ho già suonato in passato. Adesso io ed "I Traditori" suoniamo assieme da 5 anni ed abbiamo all'attivo due dischi, di cui l'ultimo, chiamato proprio "Traditori" è uscito da poco e contiene oltre ad inediti anche un pezzo dei Beatles "I want you" ed un brano di Lou Reed, "Perfect Day". Quindi proponiamo un sound variegato che va dal rock al classico, al medievale ed abbiamo in repertorio anche dei brani della tradizione pop, come le note canzoni di Mina, che reinterpretiamo. 


Raccontaci del progetto, con quale idea è nato.

E' un gruppo romano che vive stabilmente a Roma e sono contento che questo possa permettere di provare tutti insieme regolarmente. Il primo scopo della nascita di questo gruppo è sicuramente quello di suonare spesso, di fare serate, concerti. E poi come ho già detto all'interno ci sono due giovani musicisti di 31 e 34 anni di ottimo livello e penso che bisogna puntare sui giovani artisti del nostro Paese, pensare che i giovani possano fare musica è un obiettivo politico importante.


Come vedi la scena del jazz in Italia oggi?

E' difficile, è molto difficile la scena jazz in Italia oggi. Il problema principale sono i soldi che non si investono in una musica ricercata come il jazz che non ha regole. Un aspetto, quello culturale, fin troppo tralasciato e che deve essere rigenerato.

Dopo il "Marsala Jazz Estate", quali sono le altre destinazioni, gli altri impegni. 

Intanto da Marsala partiremo alla volta di Formia in concerto. E poi ci saranno altre date da tenere d'occhio sulle nostre pagine facebook. E' tutto work in progress. 







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