Dopo sei anni torna con un nuovo disco John De Leo: "Il Grande Abarasse" esce il 7 ottobre

John De Leo
John De Leo è sempre stato uno di quelli artisti che in Italia viene sempre sottovaluto. Per chi conosce il suo percorso, per i suoi colleghi musicisti, per gli addetti ai lavori e per i critici musicali De Leo è uno dei cantanti e degli interpreti più originali del suo tempo, riuscendo a conquistare una fetta di grande pubblico come (ex) leader dei Quintorigo - che già di per sè erano innovativissimi nel loro campo, sfido a trovare chi fa rock con gli archi - e mostrando in palchi più rinomati che importanti come quello del Festival di Sanremo, le sue immense doti canore. Una voce che non ha confini ben delineati, che può essere roca e soave come un usignolo, giungere a toccare le note dei più alti falsetti (che non son poi tanto falsi) fino a scendere nelle viscere dei bassi più tenebrosi. De Leo riesce a creare un'alchimia di musica, arte e letteratura che lo rendono unico ed inimitabile in Italia e all'estero. Non solo. E' riuscito a spaziare dal rock sperimentale con gli archi dei suoi ex colleghi, al jazz divenendo uno dei cantanti del genere più apprezzati, finendo con il creare delle sperimentazioni vocali davvero difficili, lo ammettiamo, da ascoltare anche per un orecchio attento. Ma comunque lavori da seguire con attenzione. Adesso, a sei anni dall’ultimo album di inediti "Vago Svanendo", in cui De Leo ci aveva già dato prova della sua ricerca musicale ma soprattutto vocale, il prossimo 7 ottobre uscirà il nuovo atteso album dal titolo "Il Grande Abarasse" per Carosello Recors, un progetto discografico esclusivamente suo dove l'artista fonda tanto talento e molta sperimentazione. Come si può vedere dalla copertina, i disegni sono affidati a Andrea Serio che aveva già disegnato tutto l'album "In cattività", l'ultimo disco straordinario e forse poco capito che John De Leo ha realizzato con i Quintorigo.

Il poliedrico musicista-cantante-compositore-autore De Leo è da ascriversi a pieno titolo in quella scia di grandi pionieri della strumentazione e sperimentazione della voce che gli fa raccogliere “naturalmente” l’eredità di artisti come Demetrio Stratos, Cathy Berberian e Leon Thomas. Dagli anni ’90 ad oggi è stato anche promotore di molti progetti artistici, collaborando con personaggi quali Stewart Copeland, Uri Caine, Elisabetta Sgarbi, Louis Andriessen, Trilok Gurtu, Stefano Benni, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Danilo Rea, Roberto Gatto, Franco Battiato, Enrico Rava, Ivano Fossati, Gianluca Petrella, Alessandro Bergonzoni e tanti altri. Anche se, diciamocela tutta, rivederlo con la sua ex band sarebbe più che una gioia visto che da allora i Quintorigo hanno cambiato più di un cantante, tutti molto bravi per carità, ma inarrivabili a lui.

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