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Zero Assoluto - Alla fine del giorno


Atmosfere lievi e sospese, melodie di facile presa e ritmiche mai invasive e decisamente accattivanti per un sound levigato, semplice e diretto. Il pop alla Zero Assoluto si aggiorna di dieci brani, che compongono "Alla fine del giorno" senza apportare particolari scossoni allo stile del duo che tenta di innestare minimi varianti per scongiurare ascolti monocordi. Si parte bene, con "Un'altra notte se ne va": morbida, ad ampio tasso melodico: "dicono che sia troppo tardi per i sognatori a volte accontentarsi per restare soli digli che è troppo presto per fermarsi ora" e si prosegue con l'accoppiata "Respirerò": "ma come faccio a respirare se non so credere all'amore" e "All'improvviso": "il cuore somiglia a un mappamondo che gira da fermo" sostanzialmente identiche con la strofa cantilenante che si dirada nel ritornello. La title track ha un incedere sinuoso e complice "Alla fine del giorno":  "... la notte mi chiede dove sei, ma dove sono io?". "Quando arriva il freddo":  è invece zompettante, dal mood popolare: "c'è chi c'ha la fame e c'è chi c'ha la panza", non dispiace, così come "Dopodomani": "lasciami sognare in pace lasciami pensare che è possibile" acustica e minimal, impreziosita da pochi orpelli strumentali. Si arriva così a: "La storia di noi due": l'episodio a nostro modo di vedere più riuscito, dalle  venature country con un testo divertente e ironico sulla convivenza: "ricordi giorni felici piatti ammucchiati e nottate da re sei stato proprio fregato ormai lei vive da te e non c'è niente da fare non puoi più scappare, scappare da che?". "Chiudo gli occhi": "... e tutto è già cambiato" piglio dance e coretti, che pecca di poca originalità e superficialità nel testo: "sembrava tutto facile a 20 anni, non è sembra facile niente a 30 anni". Decisamente meglio "Adesso basta": dal ritmo marziale e opportune dissonanze "sei solo tu la mia speranza, la mia uscita d'emergenza". Non convince la sin troppo piatta "Dove": "...trovo la strada, quella che porta a te?" tenue ballad che chiude l'album del ritorno dopo tre anni d'assenza.

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