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Carpa Koi - Bollicine, Panna e Fragole


Primo album vero e proprio per Giacomo Maria, "Carpa Koi", dopo l'interessante Ep di un paio di anni fa, il nostro si cimenta sulla lunga durata, con questo "Bollicine, Panna e Fragole";  abbandonando lo stile "folk freaky" per una nuova veste sicuramente più pop, come nella divertente "Mamma sono io tuo figlio": a tinte funky/rock, che ha buon groove ed è il primo singolo estratto: "Ma sei venuto dentro?!? E si vede che ancora non sono cresciuto" dove l'ultimo Bugo sembra fare capolino e "Necessito del tempo": "E dentro si muore come gocce senza amore" anche qui su territori funky rock, con una melodia a dire il vero non propriamente originale e "Toccami la giugulare": che sembra fare il verso al celeberrimo riff di Smell like teen spirit, immediata, puro folk d'assalto alla Bugo prima maniera stavolta con un ritornello che fa tanto Country House dei Blur "tagliati la giugulare, faremo l'amore in un bagno di sangue". Su andature più folk: "E' finito l'oro nero": marcetta popolare, country... "L'ha detto la Madonna in qualche posto in Brasile quando gli uccelli si urteranno saranno l'ori per i miei figli" dove non mancano accenni a Rino Gaetano e Mannarino, che fa il paio con la versione del canto popolare siciliano "Vitti na crozza": resa in chiave folk/ska, con virate finanche jazzy, cantata con piglio alla Mannarino e alla già contenuta nel precedente Ep, "Viviamo per i weekend": "Lasciando alle spalle solo albe perdute, lasciando alle spalle solo ombre confuse" più scarna versione, sorretta per lunghi tratti solo dalla fisarmonica, con tanto di finale beatlesiano. Con "Pedro" altra marcetta retrò sospettosa come un'inquadratura western alla Sergio Leone con un finale carioca strambo ed impazzito e "Barcelona" dalle sonorità danzerecce, si vola in Spagna, in maniera divertente e scanzonata, che dopo la Sicilia è la seconda patria del nostro (terrà tra l'altro alcuni concerti proprio in questi giorni). "Nel blu": invece si differenzia dal lotto, in quanto è una sorta di liquid ballad con buoni interventi dei fiati, un pò monocorde forse nel suo dipanarsi: "Prendo aria poi mi immergo non chiudo gli occhi e inizio a nuotare nel blu più blu". Immediato, ammiccante, piacevole... stucchevole in certi casi, inevitabilmente frammentario, nel complesso l'album fa della sua non coesione a seconda dei punti di vista: il punto di forza (nella varietà) o il punto debole (nella confusione), come a dire pregi e difetti di un'opera prima, con giudice unico il gusto dell'ascoltatore. A parer nostro le idee a Carpa non mancano di certo e viriamo verso la prima ipotesi,  ovvero che "Bollicine, Panna e Fragole" possano convivere tranquillamente, in questa rilettura pop che frulla indie, folk, disco, cantautorato, etc... Il nostro, deve semmai cercare in futuro di definire ancor meglio questo "etc", di farlo diventare "il suo stile vero e proprio", al riparo da "gabbie di genere" e trovando la direzione più consona, incanalando le energie nella messa a fuoco complessiva, tralasciando riferimenti più o meno velati, mantenendo il gusto naif e trasognante che permea i brani. 

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