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Chiara Galiazzo - Un giorno di sole



"Un giorno di sole", il secondo album di Chiara Galiazzo, è un album ricco di energia, che sprizza positività da ogni traccia, come da titolo del resto. Undici canzoni che hanno ritmiche accattivanti e melodie ineccepibili inframmezzate da un paio di ballad dove lo sguardo sembra essere rivolto "verso l'alto" e i giri si abbassano di conseguenza. Scritte tra gli altri insieme a Pacifico e Virginio, queste canzoni hanno per così dire una confezione perfetta, per un prodotto che non può che piacere, perché le canzoni sono tutte orecchiabili, memorizzabili facilmente dopo mezzo ascolto, ma che appare inevitabilmente monocorde, con le tracce che finiscono con l'assomigliarsi e con le melodie accompagnate dagli arrangiamenti "di mestiere" che puzzano di già sentito. A nostro modo di vedere è un peccato perché la voce di Chiara "ha tutte le carte in regola per essere un artista"... ma è comunque innegabile che siamo di fronte a canzoni immediate e ben costruite, che faranno facilmente breccia, perchè in poche parole hanno il dono dell'easy listening. A cominciare dal primo singolo estratto, non che title track "Un giorno di sole": "non si ama ciò che fuggi, io per esempio odio quello che mi hai detto oggi, perché, perché... hai scelto un giorno di sole per potermi dire in faccia soltanto brutte parole" pop dance letteralmente trascinante, come "Siamo adesso": "è l'inizio siamo in viaggio siamo adesso io e te nel silenzio tra le mani chiuse, sarai quello che non c'è quello che non so di me" dalla ritmica incessante, ampiamente godibile. Come "La vita da vivere": "tutta questa gente non si accorge che non vivrà per sempre mica come noi che festeggiamo pure un giorno di pioggia" o ancora "Che valore dai": incalzante, con un buon arrangiamento, vicina qui a certi episodi di Giorgia "Lasciati guardare mentre vai, non mi aspettare mentre vai, non ti voltare mentre vai questo addio non pesa niente se ritornerai". "Ruba l'amore": piace, con le sue venature country e l'aria sbarazzina e complice: "Cambia la vita cambi tu ruba l'amore dai miei capelli, gioca la vita perdi tu. gira l'amore ti volti e scivoli è sempre così gioca la vita ruba l'amore". Così come la fresca "Nomade": perfetto singolo per l'estate 2015, piacevole e accattivante "mai più lascerò che il mio entusiasmo venga spento dalla noia di uno stronzo". Con "Il senso di noi": dal mood anni 80, evocativa "ma se vuoi perderti questa notte è per te l'equilibrio in un grammo di sole che è in noi lascerò per te sul fondo splenderà il senso di noi", lasciamo i brani ritmicamente più sostenuti per chiudere con le ballad, che come accennavamo all'inizio sembrano/sono un dialogo, tra la Galiazzo e Dio: "Il rimedio, la vita e la cura": ad ampio respiro melodico, "mi ha chiamato in un giorno distratto Dio com'è strano non sono sicura ma col tempo ho capito il regalo"; "Amore infinito": "abbi cura di rendere ogni sogno possibile, prendi pure con calma tutto il tempo che vuoi, i colori del cielo dipendono solo da noi" ricca di pathos, "Qualcosa resta sempre": "ma io non ho che te e spero che niente possa cambiare se tu rimani qui e tutto questo calore riesca a sopravvivere al dolore" una sorta di preghiera e l'unica traccia debole a nostro avviso dell'album "Il meglio che puoi dare": altra ballad melodicamente poco originale e con un testo banale e infarcito di rime: "mi hanno detto che la vita è ciò che accade mentre tu più del viaggio o della metà non ti accorgi che hai di più"

Commenti

  1. è un cd splendido. Non è affatto monocorde, le song sono variegate e hanno un linguaggio profondo e moderno. Gli arrangiamenti non sono affatto di maniera , ma si rifanno alcune volte al classico. L' interpretazione dei testi e soggettiva, può avere più chiavi di lettura. Io lo leggo come un viaggio interiore e un tributo all'AMORE che la voce di Chiara rende struggente, specie nelle ballade..... Veramente notevole, specie se confrontato alla banalità manieristica dei cd prodotti in ITALIA.

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