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Cristina Donà - Così Vicini



Se buona parte della riuscita dell'ultimo album di Arisa è dovuta al talento di Cristina Donà, "Così Vicini", arriva come ennesima conferma... inevitabile...  di una carriera artistica di assoluto spessore. Complicità, calore, eleganza, bellezza... una voce leggera e profonda al tempo stesso che è sinonimo di emozioni a far da collante ad arrangiamenti "sontuosi" nel riuscire a cogliere "la differenza". Più passano gli anni, più Cristina Donà migliora e non è affatto scontato a dirla tutta ed è sempre più "certezza" di qualità:
"Così vicini": "è solo un'emozione quello che ci muove" ballad dal mood sospesa, venata di soul leggero tra ricordi e una forte sensazione d'intimità "seduto sotto un albero che dici, tutto possibile... se stiamo vicini"

"Il senso delle cose": "si racconta con parole silenziose" dal mood oscuro e ammaliante, un brano decisamente affascinante nel suo dipanarsi ritmico e armonico: "voglio essere leggera salirò sul mio cavallo anche senza l'armatura poi ritroverò la strada per sentire il sole"

"Il tuo nome": blues suadente eppur complice: "ho capito che mi basta il tuo nome per far esplodere le rose su questo balcone"

"Corri da me": "che i pianeti si spostano e prima poi se i pianeti si spostano... sposteranno anche noi" piglio ritmico accattivante che ben si sposa con le deliziose dissonanze armoniche nel ritornello 

"Siamo vivi": "cerca un nuovo orizzonte" atmosfera sospesa che presto scivola in un coinvolgente beat con tanto di variazioni sul tema: "da quanto non ti fermi da quanto tempo da quanto non ascolti il tuo silenzio da quanto non ti guardi da quanto tempo da quanto hai rinunciato al tuo silenzio"

"Perpendicolare": morbida ballad, dal mood per così dire "celestiale"... "è così che ti sento perpendicolare al cuore, dedicato a questa carne verticale amore"

"L'imprevedibile":  "come siamo piccoli ma ci crediamo grandi da scoppiare"... pianoforte sinistro e chitarre elettriche liberatorie 

"L'infinito nella testa": "viaggio in una luce sola" ballad psichedelica, avvolgente 

"La fame di te": procede ammaliante, a tratti persino ipnotica con derive da vera e propria space song nella parte finale:"è dentro ogni pensiero la fame di te" 

"Senza parole": "com'è che tu poi mi lasci e sempre senza parole, il respiro sa di gioia eterna ed ho paura che si perda" minimal e preziosa, eterea ballad, con gli archi in evidenza.

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