"Cari amici di Twitter… sta succedendo di nuovo". L'annuncio è di David Lynch su Twitter e riguarda il ritorno, improvviso, di Twin Peaks. Il regista ha infatti allegato anche un video al tweet, con Laura Palmer, la ragazza protagonista della serie, dove compare la scritta "25 anni dopo". A seguire c'è il cartello stradale che dà il benvenuto alla cittadina immaginaria di Twin Peaks con una data: 2016. Molto più di un'indiscrezione quindi anche se di certezze ce ne sono poche. La serie andrà in onda sul canale televisivo via cavo Showtime. Le prime indiscrezioni affermano che si tratta di una miniserie di otto episodi. David Lynch insieme a Mark Frost - l'altro creatore del telefilm più famoso - ha deciso di riportare in tv le vicende soprannaturali ambientate nel paesino dello Stato di Washington. Le puntate saranno ambientate nel presente e continueranno a narrare la storia lasciata in sospeso alla fine della seconda stagione. E di cose effettivamente ce n'è da dire. Quello che interessa è che, molto probabilmente, non si tratterà di un remake, di un "taglia e incolla": Lynch prenderà in considerazione il passaggio del tempo ma è ancora un mistero sul cast: torneranno i vecchi volti della celebre serie? Chi lo sa. Mr Lynch ancora non si pronuncia, chiediamo troppo.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...
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