The Fire - Bittersweet


E' uscito lo scorso 30 settembre “Bittersweet”, l'Ep dei “The Fire” prodotto da Ammonia Records, che sforna in verità – e non è del tutto inusuale – sei brani che la band aveva scartato dai suoi album e che qui ritrovano posto in una veste più intima, privata rispetto ai lavori precedenti. Una sorta di B-Side, per usare un termine vintage, dove il rock dei “The Fire” viene fuori in tutta la sua purezza, senza orpelli e dove la band di Olly Riva – già produttore del progetto Rezophonic – e compagni (Filippo Dallinferno, Lou Castagnaro, Pelo e Alecs) riescono a mettersi a nudo cercando di guardare al futuro e dire: “Noi ci siamo”... nonostante le varie collaborazioni ed i progetti individuali. Loro lo chiamano semplicemente “percorso sonoro”, deve essere proprio così, ed è piacevole ascoltarli. Postum Scriptum: la copertina ritrae la pin up Francesca Du Demon, moglie di Olly. 


“Bittersweet”: con un testo scritto da Marta Innocenti, ormai solida paroliere del gruppo, la vocalità viene fuori nuda senza troppe finzioni, molto anni '80, facendo ricordare i migliori Bonjovi, le chitarre elettriche sono molto tese e la sezione ritmica è rock allo stato puro per un brano che definire appunto “agrodolce” è il termine esatto, con un riff a dir poco perfetto da “school rock”...

“Roxanne”: il paragone ai “The Fire” non spaventa... ed hanno ragione. Cancellando i parallelismi con l'originale più etera di Sting, qui la ritmica viene fuori possente senza filtri, più rock, per un brano che inflazionato è dire poco, troppo abusato nel tempo. La registrazione è datata 2007 ma per l'occasione è stata ricantata e remixata: “Roxanne, you don't have to wear that dress tonight. Walk the streets for money, you don't care if it's wrong or if it's right”...

“She's the one”: "Ho un mio mondo privato che tengo segreto"... partorita durante un soggiorno in Belgio per un tour europeo, il brano risente molto dell'influenza british del beat spezzata dalle chitarre ritmiche “ad ottavi” molto hard. Probabilmente era questo l'intento della band.

Lonely Hearts: con un bel testo scritto per i genitori del leader Riva, per “cuori solitari”, è quella giusta ballad che in un disco rock deve per forza trovare posto... grezza quanto basta, il “fuoco” dei nostri si spegne e lascia il passo ad un pezzo molto profondo e intimamente cantato.

“Dr Rock”: nata per il tributo ai Motorhead (“Lemmy Knows” per l'etichetta Ammonia), il brano che risente fortemente del periodo hard & heavy, viene dai “The Fire” addirittura “cleanizzato”, perdonateci la licenza, rispetto all'originale dei Motorhead. Energica e potente anche negli assoli: “I'll find out how to stop your clock, we sure ain't talking Doctor Spock, hear me talking, doctor Rock”.

“Train in vain”: anche questo brano è stato “recuperato” per un progetto di beneficenza chiamato “Punk Goes Acostic” di Andrea Rock. Proprio per questo il pezzo è in acustico, meno contaminato dell'originale scritta dai Clash di Joe Strummer, ma i riff melodici che “The Fire” mettono in evidenza con le chitarre rendono il pezzo molto più orecchiabile: “So all alone I keep the wolves at bay, there is only one thing that I can say”...


Lo scorso 30 settembre “The Fire” hanno tenuto un release party al The Corner di Milano. Da qui parte il loro tour. Al momento sono queste le date confermate:


03/10 Curno (BG) - Keller + Those Furious Flames 
11/10 Busto Arsizio (VA) - Museo del Tessile 
17/10 Piove di Sacco (PD) - Lake Club
18/10 Milano - Lo-Fi Club + The Monkey Weather + 12n 

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