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True Detective


E' arrivata anche in Italia una delle serie più osannate dell'anno: "True Detective" ha vinto qualsiasi cosa durante questo primo anno di messa in onda, grazie soprattutto alla presenza dei due cavalli di razza protagonisti di questa serie thriller, Matthew McConaughey e Woody Harrelson, che racconta la storia di un omicidio efferato vissuto dal punto di vista dei due protagonisti. Era il 1995 quando i due si uniscono per la prima volta per indagare sull'assassinio brutale di una ragazza, il corpo trovato ai piedi di un albero con delle corna di cervo e circondato da strani simboli, come se fosse un trofeo di caccia. Le vite dei due detective, Ruth Cohle (McConaughey) e Marty Hart (Harrelson) vengono messe al microscopio 17 anni dopo, quando il caso viene riaperto, e pian piano proprio dalle loro voci, attraverso balzi temporali continui, ascolteremo quello che è successo all'epoca. Due agenti, Maynard Gilbough (Michael Potts) e Thomas Papania (Tory Kittles), interrogano Cohle e Hart, e subito intuiamo che le loro vite sono completamente cambiate da allora, sembra che proprio quel caso sia stato l'artefice di questo anomalo stravolgimento.


A loro si unisce un altro personaggio principale: Maggie (Michelle Monaghan), moglie di Hart, donna dal forte temperamento. Al cast eccellente, costituito prevalentemente da attori più da "cinema" che da "tv", si unisce anche la bellissima colonna sonora di T. Bone Burnett e la sigla iniziale dei The Handsome Family "Far From Any Road" che impreziosisce il tutto. Nick Pezzolato, creatore della serie, l'aveva già comunicato precedentemente: "A me non interessa raccontare la storia di un serial killer". E così è, infatti. Ovviamente ci sono tutti gli ingredienti dei tipici crime: assassinio, perversioni seriali, indagini e quant'altro, ma niente avviene come siamo abituati a vedere. Niente police procedural e niente pulsioni sessuali che trascinano i due protagonisti di sesso opposto in un turbinio perenne di tentazioni che si trascinano per stagioni e stagioni. Niente di tutto ciò in "True Detective", anche perché… i due protagonisti sono eterosessuali convinti. Marty Hart, che nel Pilot sembra un poliziotto modello con una famiglia perfetta, in realtà cela una vita gestita tra una relazione extraconiugale e una rabbia nascosta che riesce ad esplodere improvvisamente.


Di contro Ruth Cohle è il classico uomo tormentato, il bello e impossibile, con una ex moglie ed un figlio lasciati chissà dove e un presente vissuto tra solitudine ed alcol. E anche se all'inizio sembrano due personaggi agli antipodi, in realtà sono molto più simili di quel che sembra e la loro iniziale riluttanza andrà a poco a poco a ridursi, trasformandoli, se non in amici, di certo in colleghi che si stimano. Il vero compito del telefilm è farci capire non chi sia l'assassino, il thriller infatti man mano viene spostato in secondo piano, ma come i nostri due colleghi siano poi finiti così male. Il loro rapporto si è spezzato e il demone dentro ognuno di loro è uscito fuori, le loro vite adesso sono pressoché inutili. Quindi cosa sarà successo in questi diciassette anni? Lo scopriremo strada facendo, attraversando insieme a loro una Louisiana d'altri tempi.


Convincenti i dialoghi, in stato di grazia il cast - le interpretazioni di McConaughey e Harrelson sono tipicamente "hollywoodiane", incisive sia la regia che la sceneggiatura, insomma sembra tutto perfetto, ma in realtà, ad essere del tutto sinceri, non è proprio così. Saremo una delle poche voci fuori dal coro e forse vogliamo solo trovare il classico ago nel pagliaio, ma a nostro avviso "True Detective" è troppo lento per un telefilm di questo genere, forse proprio perchè si avvicina più alle sembianze cinematografiche. Sembra una trama in salita, che stenta ad arrivare in cima, ad esplodere, ed effettivamente l'esplosione non arriva mai, rimane sempre stabile, piatta, a volte monocorde. Avremmo preferito vedere qualcosa di un po' più dinamico, a tratti anche adrenalinico, perché no, e se da un lato l'innovazione di mettere in primo piano il rapporto personale dei due colleghi è un'idea intelligente, dall'altro manca qualcosa nel reparto "giallo", portando la serie su toni più noir, più opprimenti e a volte quasi claustrofobici.


E se per alcuni questo potrebbe essere anche un punto di forza, noi lo troviamo una piccola debolezza, malgrado confermiamo la bellezza di una serie che avrà sicuramente vita lunga. Non per nulla solo con la prima stagione il serial ha ricevuto 2 Television Critics Association Awards e 5 Emmy. In Italia la serie sta avendo anche un discreto successo di pubblico, grazie al grande clamore che si è venuta a creare attorno ad essa. Non è da tutti i giorni vedere due premi Oscar alle prese con una serie evento. Tra l'altro da evidenziare che a dare la voce ai due incredibili attori americani ci sono due doppiatori d'eccellenza: Adriano Giannini che dà la voce a McConaughey e Pino Insegno che doppia Woody Harrelson, quindi altro valore aggiunto. Ovviamente la loro presenza poco o nulla toglie all'interpretazione originale.


Un po' come succede in "American Horror Story", anche "True Detective" avrà la particolarità di avere in ogni stagione personaggi diversi, storie differenti e nuove indagini. Se quest'anno i nostri Cohle e Hart hanno lavorato in Louisiana, il prossimo anno si sposteranno nelle zone  meno conosciute della California, in cui troveremo non due, ma ben tre protagonisti, ed i nomi sono quelli di altri tre grandi attori: Colin Farrell, Vince Vaughn ed Elizabeth Moss (Peggy di "Mad Men"). Non ci resta che attendere il 2015, un altro anno che prevedibilmente porterà Nick Pezzolato a fare un'altra incetta di premi.


Personaggi e doppiatori:

Rustin Spencer "Rust" Cohle (Adriano Giannini)
Martin Eric "Marty" Hart (Pino Insegno)
Maggie Hart (Francesca Fiorentini)
Maynard Gilbough (Massimo Bitossi)
Thomas Papania (Davide Albano)


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