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Edipo - Parchetti


Non stava nella pelle, Edipo, ovvero Fausto Zanardelli: perchè aspettare l'uscita di un disco con la Universal, già finito peraltro? E allora ecco sfornare in free download questo Ep dal titolo “Parchetti”, proprio quelli dove porti il cane a far pipì, a fare jogging per rimorchiare, quelli dove becchi una panchina da cui puoi guardare gli altri... che è un po' come rivedere sé stessi, un ragazzo diventato uomo, le sue perplessità, il punto della situazione. Pensato inizialmente con un Ep di cover – e forse è stato pensato anche per “non mollare” l'indie – la vena cantautorale di Edipo esce fuori e non può fare altrimenti, con l'ironia nella vocalità che lo contraddistingue, che sembra quasi prenderti per il... e questo modo così scanzonato di esprimersi, quasi stanco della vita, quindi malinconico, è il suo marchio di fabbrica. Per la verità una cover c'è, è il brano “Ritornerai” con cui omaggia la scuola genovese ed uno dei suoi figli: Bruno Lauzi. Non manca l'amore in sottofondo, quello che muove tutto e la scrittura, benchè con una struttura molto semplice, risulta fresca. L'operazione è intelligente e nel frattempo Edipo annuncia un “probabile” secondo capitolo di “Parchetti”, ma il piatto forte è sicuramente il suo prossimo disco con una major.

“Ritornerai”: una marcetta minimal mette in evidenza tutta l'interpretazione del “nostro” molto distaccata, quasi insolente, con quella voce imprecisa come solo i cantautori sanno avere. Ecco perchè riesce a conservare il senso del brano del compianto Bruno Lauzi riuscendo al contempo, in particolare nel finale, a riempirlo di venature elettriche. “Ti senti sola, con la tua libertà ed è per questo che tu ritornerai”...

“Mangiami una mano”: intro molto degregoriano, di arpeggi di acustiche, molto più ironico s'intende, con quella voglia di prendersi in giro tra doppi sensi: “Dio ti prego mangiami una mano però devi farlo subito perchè poi mi pento perchè quando sarà dentro, anche sei tu non vorrai proverò a toccarti l'anima”... anche questo abbastanza spoglio strumentalmente.

“Con una canzone”: “Siamo fiammiferi bagnati in un negozio di candele, siamo strade senza fine alla fine delle sere, siamo gli alberi che pagano con l'ombra il biglietto per venire ad osservarci mentre ci baciamo piano sopra le panchine”... ballatona di campionamenti, un non sense, in quanto il sound è molto anni '90, ma con Edipo niente è come appare... se inizialmente l'impatto potrebbe lasciar perplessi possiamo assicurare che man mano diventa funzionale...

“Colpa del Sabato”: il lato malinconico di Edipo viene nuovamente fuori, mentre quegli arpeggi lasciano brividi di Radiohead: “Se ammettiamo che stare da soli si diventa migliori però è stando con gli altri che capiamo gli errori che facciamo. Davo sempre colpa al sabato, dicevo che è il giorno più brutto dell'anno ma tu già lo sai...”, la solitudine di un ragazzo ormai uomo, dei suoi ricordi... anche qui il cantautore sceglie i più moderni ma anche i più “asettici” synth.

“Sarei molto più bello” - New Edit: beat di chitarre più rilassate, una versione completamente rivisitata rispetto a quella che Edipo aveva presentato per entrare a far parte delle Giovani Proposte del Festival di Sanremo: “Che la notte la perdo a pensar che di giorno sarei molto più bello se sognassi di più”... c'è da dire che la “prima” versione aveva già convinto il pubblico attento che lo ha apprezzato da subito. Qui invece i suoni sono più grezzi, il pezzo è più cantato e meno latinoamericano. Non si può di certo scegliere tra l'uno e l'atlro... possiamo invece scegliere di ascoltare il prossimo album di inediti di Edipo.

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