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Birdman di Alejandro González Iñárritu



"Perchè ci siamo lasciati? Perchè mi hai tirato un coltello da cucina e subito dopo dicevi di amarmi e tutto perchè non mi era piaciuto quel film che avevi fatto con Goldie Hawn, tu fai sempre così confondi l'amore con l'ammirazione"
"Birdman" di "Alejandro González Iñárritu" è un labirinto immaginifico che non concede pause allo spettatore e lo trascina con stile e passione attraverso le sue "porte" e "corridoi" nelle infinite possibilità che la vita ha in serbo per ognuno, interrogandosi sul senso dell'esistenza, a cominciare dall'amore in senso assoluto, tema del racconto di Raymond Carver "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" che Riggan Thompson, un Michael Keaton, eccezionale, decide di portare in scena a Broadway, per distaccarsi dal personaggio che lo ha reso celebre, "Birdman" appunto e che non smette di tormentarlo, per dimostrare di essere un grande artista e non un attore da blockbuster:"- Tu non sei un attore sei una celebrità mettitelo bene in testa".  Ovviamente non mancheranno le difficoltà per "il nostro eroe" alle prese anche con una figlia ex tossica, un'ex moglie e una nuova compagna, che ha un furore antico nel dar vita agli eventi, ma che è totalmente fuori dall'essere al passo coi tempi: "- 250 mila visualizzazioni in un'ora, che tu ci creda o no questo è il potere". Essere uomini, essere artisti, essere veri, essere maschere, Alejandro González Iñárritu procede di metafora in metafora, inesorabile, senza stacchi con una critica incisiva all'effimero dei tempi moderni e realizza una pellicola di assoluto valore, attaccando lo star system hollywoodiano sin dalla messa in scena e dalle scelte narrative, colpendo nel segno, finendo addirittura con l'irridere il meccanismo filmico americano, rimandando più volte il finale. "La maschera umana" di Thompson ne amplifica il messaggio, esplicitando il bisogno di recuperare "il senso della realtà" e di non trincerarsi nel proprio "ego" perchè inevitabile è la perdita di ogni valore. E' una lotta che tutti i personaggi del film fanno, in primis l'alter ego del protagonista, Edward Norton, "capace di avere un'erezione soltanto in scena" ovvero nella finzione, dove si dimena invocando l'assoluta realtà o anche la sua compagna interpretata da Naomi Watts: "- Perchè non ho nessun rispetto per me stessa? Sei un'attrice tesoro" come a dire sei solo una maschera. Per questo il loro percorso può essere inteso come una sorta di catarsi, di purificazione, per riscoprire l'autenticità perduta. 
"- Ti leverei gli occhi dalla testa e li metterei al posto dei miei per vedere questa strada come la vedevo alla tua età"

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