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Hemlock Grove


Prendete un bella fetta di "True Blood", una dose massiccia di "Teen Wolf" e unite un pizzico di "American Horror Story" e il gioco è fatto... nasce "Hemlock Grove". Certo che dal canale on-demand Netflix ci si aspettava di più, specialmente dopo averci abituati a serie come "House of Cards" e "Orange is the New Black"; arrivare con questo horror drama dal forte impatto visivo con effetti speciali superlativi - la trasformazione del protagonista da uomo a lupo è una delle scene più raccapriccianti e al tempo stesso visivamente più forti degli ultimi anni telefilmici - ma dall'aspetto drammatico che schiaccia l'occhio ai teen drama della The CW è tutto dire.


Quindi mai come in questo caso abbiamo alcuni pro e molti contro da segnalare per una serie che, viste le premesse, un po' delude. L'idea è tratta dal romanzo omonimo di Paul McGreevy e adattata alla televisione dallo stesso McGreevy con l'aiuto di Lee Shipman. Eli Roth, lo stesso amico e spalla destra del buon Tarantino, dirige il Pilot. Ambientata nella cittadina fittizia di Hemlock Grove, in Pennsylvania, la serie narra le vicende di un gruppo ben fornito di esseri sovrannaturali. L'omicidio di Brooke Bluebell, ragazza trovata smembrata in un bosco, stravolge la vita della cittadina. 


Le indagini portano a puntare il dito su due zingari appena arrivati in città, Lynda (Lili Taylor) e Peter Rumancek (Landon Liboiron), madre e figlio, che tra l'altro vengono anche etichettati come lupi mannari da una ragazzina, letteralmente ossessionata da Peter, Christina Wendall (Freya Tingley). Ma la voce ben presto si spargerà e Peter subirà del bullismo e della violenza gratuita da parte dei suoi compagni d'istituto. Tra i sospettati c'è anche Roman Godfrey (Bill Skarsgard, fratello di Alexander, famoso per aver interpretato Eric Northman in "True Blood"), rampollo di una delle famiglie più ricche e in vista della città. Tra i due ragazzi, un po' per conseguenza dell'emarginazione reciproca, un po' per il carattere ribelle che li accomuna, nascerà una bella amicizia e inizieranno ad indagare assieme sugli omicidi. 


Peter, tra l'altro, si rivelerà essere davvero un licantropo e la teoria li porta a seguire le tracce di un'altra creatura simile a lui che diventa l'indiziato numero uno. Ad aiutare i due ragazzi ci saranno Shelley (Nicole Bolvin), sorella di Roman, muta e deforme - il personaggio migliore della serie - Letha (Penelope Mitchell), cugina di Roman, scopre di essere incinta senza sapere come sia successo, dato che si professa vergine, dirà quindi che il padre del pargolo è un angelo, ben presto inizierà a frequentare Peter e perderà la fantomatica verginità in quattro e quattro otto, e Destiny (Tio Horn), cugina di Peter, che lavora come medium/prostituta, presso Hemlock Grove. 


Dietro tutta la vicenda in realtà si nasconde una macchinazione legata ad una casa farmaceutica, gestita dal dottor Pryce (Joel de la Fuente) che esegue sperimentazioni illegali su soggetti umani. Ad indagare sul caso, arriva ad Hemlock Grove la dottoressa Clementine Chasseur (Kandyse McClure), che scoprirà che Roman e sua madre Olivia Godfrey (Famke Janssen), matriarca, dalla figura austera e misteriosa, che gestisce tutto l'impero finanziario della famiglia insieme al cognato Norman (Dougray Scott), con cui ha anche una relazione sessuale, sono degli Upir, creature simili ai vampiri. Nonostante tutto il serial killer continua ad uccidere e terrorizzare la città. Chi si cela dietro questi omicidi efferati? I telespettatori lo scopriranno nel corso della prima stagione, composta da 13 episodi a cui è seguita una seconda da 10, andata in onda la scorsa estate.


La Netflix ha già annunciato che la terza season sarà anche l'ultima, per dare un degno finale ad una serie che non è mai riuscita a decollare e non ha mai trovato il favore né di pubblico né di critica. Ma non è tutto da buttare. La serie che unisce un po' di thriller e un po' di drama, immergendo il tutto nel sovrannaturale calamaio che tanto ormai influenza il mondo telefilmico statunitense, è una serie che si lascia seguire con piacere, per i palati meno esigenti. Visivamente molto attraente come dicevamo, gli effetti speciali e le sceneggiature sono molto intriganti e fa dell'amicizia tra Roman e Peter, due ragazzi diversi ma simbiotici, il suo punto di forza nella trama. Trama che in fondo cela dei buchi, forse dovuti al fatto che niente viene approfondito davvero e tutto rimane come sospeso. 


Le relazioni adolescenziali e le diatribe familiari vengono per lo più sovrastate dall'aspetto più horror e macabro e fanno da riempimento ad una scrittura più matura rispetto ad un "Vampire Diaries" o un "Teen Wolf", e più vicino al mondo thriller di "Twin Peaks" e a quello più recente di "True Blood". A tutto questo però dobbiamo sottolineare la partecipazione di un cast eccellente, non solo grazie alla presenza di attori di fama come Dougray Scott e Famke Janssen, ma anche le nuove leve non sono niente male. Siamo sicuri che del giovane Landon Liboiron, ne sentiremo parlare in futuro. Se non si pretende la qualità degli altri prodotti Netflix, ci si può approcciare tranquillamente all'ingarbugliato mondo di "Hemlock Grove". In Italia va in onda su Mya, canale della piattaforma Mediaset Premium.

Personaggi e doppiatori:

Peter Rumancek (Andrea Oldani)
Olivia Godfrey (Maddalena Vadacca)
Roman Godfrey (Federico Viola)
Norman Godfrey (Claudio Meta)
Shelley Godfrey (Martina Felli)
Destiny Rumancek (Cristina Rossi)
Dottor Johann Pryce (Francesco Mei)
Letha Godfrey (Katia Sorrentino)
Christina Wendall (Deborah Morese)
Lynda Rumancek (Donatella Fanfani)

Dottoressa Clementine Chasseur (Jolanda Granato)

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