Esce nelle sale cinematografiche il prossimo 7 aprile, il documentario "Faber in Sardegna" di Gianfranco Cabiddu, prodotto da Clipper Media in collaborazione con Rai Cinema, in associazione con Maganos & Ass. Time in Jazz, realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e distribuito da Micromedia. Si tratta di una sorta di film musicale ambientato nella terra che per Fabrizio De Andrè ha rappresentato una seconda casa, un'ispirazione, una prigione. In quasi un'ora Dori Ghezzi racconta momenti di vita quotidiana, come quello del gallo Vasco che cantava con voce roca, quasi rock a mezzogiorno, quasi in sintonia con i tempi di veglia e riposo dal cantautore che spesso componeva di notte e dormiva di giorno, mentre la casa, divenuta teatro dei concerti come il I Festival Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione De André, dal 2005 al 2011. In questo documentario sono suoni, idiomi, paesaggi, fotografie, filmati vari, anche piuttosto intimi di De Andrè, testimonianze di chi lo ha conosciuto. Insomma, a più di 15 anni dalla scomparsa del cantautore genovese, di quello che viene da molti definito il più grande poeta del '900, c'è ancora chi lo omaggia e chi lo ricorda, chi lo suona e chi cerca di farne una fotografia familiare tutta da scoprire, come Faber in Sardegna". Non ci resta che vederlo.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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