Passa ai contenuti principali

Luca D'Aversa - Luca D'Aversa


Giovane, veloce, riflessivo. Si presenta bene Luca D'Aversa con questo disco omonimo. Come spalancare una finestra e respirare aria pulita e “...rimanere in balia del mondo, una barca spinta dalle onde affonda, una macchina senza motore muore”... una bella atmosfera pop cantautorale il brano d'apertura “Troppo Poco”, con la sezione ritmica che ogni tanto si ferma e lascia in evidenza le parole... ha fatto bene il regista Massimiliano Bruno a sceglierla come colonna sonora per il suo “Confusi e Felici”... sicuramente il brano merita più del film stesso... ancora più vivace è “Margherite”: “Un arcobaleno le nuvole che si diradano, il sole che spunta da dietro e mi scalda”... non ha pretese ma è molto, molto efficace grazie a dei musicisti di tutto rispetto ed alla voce energica di Luca che ti sforna anche una ballad in “Mettiti comodo” con un chorus che con intelligenza riesce a “uscir fuori” dall'empasse così come il bridge con una bella batteria che fa sentire la sua potenza: “Potrai contare su una mano sola, le mie esigenze, si può sentire il profumo del mare essere libero di navigare dove e quando mi pare così...”. E' leggermente soul “Non mi lamento”, ancora una volta ci piace l'atteggiamento delle chitarre: “Vado contento anche se traffico ce n'è e non mi lamento no, che tempo per lamentarsi non c'è...”, un invito, un consiglio a guardare avanti a testa alta e a rallegrarsi per le piccole cose quotidiane. La stessa “aurea” velatamente soul si sente anche in “Su di una nuvola” perchè la voce del nostro si presta moltissimo sempre così precisa e graffiante. Qui però Luca non si accontenta facilmente e sembra quasi smentirsi: “Così su di una nuvola mi riposerò non ho paura no, delle distanze. Aspetterò ancora qualche momento è quello che mi circonda che mi sta stretto”... chitarre funky in “Barattoli” ed ancora un brano grintoso con strascichi facilmente definibili rock: “Perchè non posso fidarmi no, potevi anche solamente avvisarmi, io ancora conservo i tuoi baci come marmellate, ho dei barattoli con le tue passeggiate e poi mi ricordo tazze colme di cose belle o mille carezze come caramelle”, miele a parte è un testo molto easy ed orecchiabile, da cantare volentieri per affrontare con meno stanchezza un lungo viaggio. 
Un respiro in “La spesa” il disco lo richiede: “Mi perdo tutto mi giro un attimo e non ti trovo più, poso un momento il portafoglio e non lo trovo più... la compagnia, la cosa mi manca che mi rende felice felice felice”... nostalgica ma non si sente poi così tanto perchè è solo serratamente testo, per fortuna però questa “apertura” arriva con “Bagagli” dove il cantautore è come se si soffermasse per donare qualche nota d'assolo e qualche riff: “Sono io protetto dal mio stesso bagaglio e giro per il mondo e non mi accorgo quanto ci sta intorno, io che non guardo oltre la mia stessa ombra sono qui da solo ad aspettare che tu mi risponda”... il bridge era preferibile lasciarlo più strumentale... il testo sembra quasi l'opposto di “Non mi lamento” ma in questo caso il cambio di prospettiva dipende anche da una “lei”... Le sonorità leggermente funky le ritroviamo in “Non vogliono farmi sognare”: “Sogno, sogno, sogno sogno, volo via con la fantasia parto per un viaggio” e in “Traffico”: “Nonostante già sapessi tutto sapevo di trovare traffico, non riesco a smettere ed accendo la macchina e parto e in fila, in fila, in fila, in fila...”. Mentre nel primo la musica è più convincente del testo, nel secondo il ritmo è davvero trascinante. Qui D'Aversa sembra voler accampare scuse per... non arrivare... ci fa pensare in qualche modo al testo di “C'è” degli Stadio. Ballatona finale con un giro di batteria che “mima” un valzerino delicato: “Se non credi che le favole, se chiudi gli occhi non ci vedrai più, tutto sembrerà così inutile anche le nuvole lassù. E' la paura che ti prende... tu corri più forte, semina la paura che ti blocca”... Luca non avere paura di osare, di potenziale ce n'è tanto e c'è tanta carne che ancora si può mettere sul fuoco del tuo percorso musicale.


Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...