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Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto




-" Posso baciarti ora? - Certo che non puoi
Lei scrive lui dirige e nella nuova vita delle parole in immagini, non si avverte minimamente il passaggio. Caso raro ma di certo non nuovo per la coppia Mazzantini / Castellitto che nella trasposizione cinematografica di "Nessuno si salva da solo", riesce perfettamente nell'intento, anche perchè sembra che il libro sia scritto con un occhio di riguardo verso la macchina da presa. Castellitto si dimostra cineasta raffinato e intelligente che sa dove mettere e come muovere la mdp, cercando la poesia ma senza mai strafare, confacente alla storia narrata in modo appropriato e convincente. Quello che viene meno è forse "uno strappo" al racconto, troppo statico a lungo andare,  una maggiore empatia con lo spettatore in certe situazioni, un'intensità che non sempre trova la sua giusta trasmissione. Ma siamo di fronte di certo a una pellicola di livello, intellettuale per certi versi, che ricorda certo cinema francese, che vive di flashback ben innestati nello spazio chiuso di un ristorante. Gaetano e Delia, ovvero Scamarcio e una sempre più brava Jasmine Trinca si sono separati da poco, hanno due figli, il film non fa altro che rivivere le cause senza dimenticare la passione, che hanno portato alla fine della loro storia d'amore, partendo da una cena insieme per decidere le vacanze dei figli ma il tutto senza essere un mero pretesto narrativo serve per svariare su tematiche più profonde. Tra criceti che se muiono si ricomprano, non si curano, a far da chiara metafora, insieme all'esser stati messi al mondo e lasciati lì come sogni o pensieri di qualcun altro, messa in bocca a Vecchioni, quasi a spiegare il senso del film sul finale, ma ampiamente manifesta in quella che è una vera e propria scena cult, dove Scamarcio succhia il latte assieme al primo nascituro dal seno della madre, Trinca, ci sono le  recriminazioni "- Noi siamo la generazione patacca non abbiamo inventato niente però abbiamo importato la festa di Halloween", le illusioni"- E' tanto bello dimenticare io sogno la demenza senile" o "-Da morto ti avrei amato infinitamente", cambiamenti e fallimenti: "- Non ce la possiamo prendere con nessuno -Io me la prendo con tutti - Perchè sei un fallito, siamo due falliti" e "- Non vali niente - Lo so non me ne frega un cazzo", tradimenti: "-Io non ti tradirò mai piuttosto me lo taglio" che ritorna più tardi nel film a tradimento avvenuto: "- Te la ricordi la promessa, tagliatelo". "-Ma che è sto odore -L'ammorbidente quanto cazzo ce ne metti? Non ti piace più l'odore della tua famiglia?" Rapporti generazionali,"- Come sta tua madre? Dipende dal superalcolico", eros: "- Che cosa mi volevi dire? Ti volevo dire che quello di oggi è stato il miglior pompino del mese di novembre" o ancora "- Scopare non basta ma se scopi stai meglio" e -"Come stai? ho ancora l'erezione al mattino", frasi che arrivano da tutti i personaggi coinvolti, a ribadire l'eros per l'appunto a potenza vitale. Interessante e valevole di visione insomma, con tanti temi importanti messi a fuoco ma che si stemperano nel calderone dell'indirizzo dato dalla fine di una storia d'amore, sicuramente attuale, che non annoia senza tradire la sua origine letteraria e girato come si conviene, con uno sguardo d'autore ad arricchire il corpus.
"- Ho preso la giacca a vento quella che uso per buttare la spazzatura e sono andata ad abortire"

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