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Splende - Annalisa


Per quale motivo "Annalisa" abbia accentuato, la sua chiamiamola "veste pop" e per di più si sia fatta aiutare dal guru "Kekko" dei "Modà" (se si scrive così) fatichiamo a spiegarcelo ma tutti gli buoni spunti, le cose interessanti, che avevamo trovato nella sua ultima prova, vanno a farsi benedire di colpo. E' una scelta di campo, netta e precisa, senza fronzoli e non ci sono dubbi... la voce della nostra è ad uso e consumo della poesia "strappa sentimenti" alla Modà con armonie e melodie annesse. Il risultato a nostro riguardo è alquanto triste, perchè la stessa, aveva dato prova di essere pienamente a suo agio con sonorità più raffinate e meno immediate, ma la sostanza, quello che gira è questo "Splende", che splenderà anche nella classifiche, non contiamo nemmeno i singoli presunti tali, ma la qualità è decisamente sconfortante, che procede e si arrende dall'inizio alla fine; si combatte all'inizio con "Vincerò": "ora tocco il fondo poi torno a casa" che nonostante tutto è una sostenuta pop ballad, si resiste con la title track "Splende": pop elettronico dalla ritmica e dalla melodia accattivante: "ma ancora non prende lasciami soltanto un 'ora di felicità e poi più niente... lasciami nel dubbio che sia la felicità questo niente". Le prime crepe si avvertono già con  "Un bacio prima di morire": "gira male il mondo crolla tutto intorno come me brutta cicatrice non sono felice non si può fare" al pianoforte, troppo enfatica... si tenta un minimo appiglio con "L'ultimo addio": "ciò che provo io non è più importante, fare a modo mio non ha mai risolto niente" che ha buone armonie melodiche e per come è strutturata è addirittura forse l'episodio migliore. L'incubo vero e proprio inizia con  "Sento solo il presente": valzer, "da favola", esagerato se ben centrato nel suo dipanarsi zuccheroso e melodico:  "di ogni mio sorriso cattura l'essenza e poi donala al mondo" e continua con "Questo amore": "basterà la tua voce a riaccendere tutto a pulir le macerie di un cuore distrutto?" enfatica all'ennesima potenza, con un testo non da meno e con arrangiamenti atti a conferire solennità presunta: "questo amore è un mare cobalto che mi affoga". E se "Una finestra tra le stelle": "ed è più dolce la paura se mi tieni nel tuo abbraccio riesco a sentire anche il profumo della notte mentre continui a sorprendermi" la ballad sanremese che cerca la poesia inutilmente, l'avevamo ascoltatata abbondantemente, ecco "Niente tranne noi": "dammi aria prima che il mattino fermi l'incanto" altra pop ballad che ha il difetto estremo di arrivare a questo punto dell'ascolto... insopportabile, ma la palma del peggiore va a "Se potessi": senza ombra di dubbio: "se potessi darti il mondo se riuscissi a saltare ogni tuo strapiombo" inizia così il brano in questione, e poi attinge a rime come "a profondo ,a secondo, e dal fondo" ce ne è abbastanza, ma la mazzata  prosegue con: i "giorni che non tornano solo quelli che poi restano"  e finisce con: "il turbamento del cielo ha gli occhi dell'amore un temporale quando spiove spaventa e commuove" sin troppo per noi. "Posizione fetale": "chi diceva di guardare avanti ero io pensa a come si diventa" ballatona epica: "tra abbracciare il mondo e il mare profondo se il cielo fosse vero" invocando un invecchiamento precoce, che scade ben presto nel ridicolo involontario e la cover di "Ti sento": i Matia Bazar, Antonella Ruggiero, presentata a Sanremo, sembra un mondo nuovo, a dimostrare comunque che le qualità ci sono ed eccome, ma. ed è tipico degli artisti usciti dai talent, voler incanalare un artista in un certo tipo di percorso è spesso deleterio, specie se l'artista in questione aveva dato prova in passato di potersi cimentare con pezzi più impegnativi.

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