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Mia Madre di Nanni Moretti


 - "Mamma a cosa stai pensando?"
 - "... a domani..."

Intenso, suggestivo, poetico, commovente è "Mia Madre" l'atteso ritorno di Nanni Moretti dopo aver addirittura anticipato la realtà in "Habemus Papam". Anche in questo caso Nanni si mette di lato, "più attore che personaggio" come ama ripetere il suo alter ego Margherita Buy agli stessi attori dei suoi film senza capir bene in fondo neanche lei cosa intenda veramente. Perché a differenza della madre morente, una ex professoressa di latino, amata da tutti, al punto di essere madre e amica al tempo stesso dei suoi ex alunni, lei è fondamentalmente un'egoista, un'egocentrica, che non riesce a stabilire relazioni vere:"... se il regista dice... Il regista è uno stronzo a cui permettete di tutto". In un mood intimo e a tratti felliniano, assistiamo al riconoscimento di questi limiti, mancanze, da parte della Buy, che ripenserà alla sua vita attraverso la malattia della madre, riuscendo finalmente ad ascoltare gli altri. Una vera e propria catarsi insomma, con la madre a far da specchio, con il dolore che improvvisamente ti mette di fronte alla realtà e ti spinge ad essere migliore. Tema del doppio ben presente anche nelle scene del film che la Buy sta girando come regista, un film su degli operai che stanno per essere licenziati, con un Johm Turturro eccezionale, che ha il non facile compito di stemperare la tensione, dove è esplicito il concetto base di "Mia Madre" da parte di Nanni autore: "Voi pretendete da me un film attuale, sociale, che parli dei problemi di oggi, ma io ho solo voglia di ritrarmi, perché sto male, perché mia madre sta morendo e io non posso fare niente per aiutarla". Il senso del discorso morettiano è ancor più chiaro nel suo personaggio, il fratello della Buy, ingegnere che si è messo in attesa e finirà con il licenziarsi. 
Narrativamente perfetto, con sequenze da antologia, come il sogno della Buy fuori dal cinema per la prima del suo film, oltre che funzionali, si pensi alla casa improvvisamente allagata, che spinge la Buy ad andare a vivere nella casa della madre, o toccanti, come quando l'arrivo di un ragazzo che propone un risparmio sulla bolletta la manda in tilt letteralmente, "Mia Madre" emoziona a più riprese e ha il grandissimo pregio di far rimanere lo spettatore incollato allo schermo per un'ora e quarantacinque senza che l'attenzione abbia cedimenti. 


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