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Perfetto - Eros Ramazzotti





Il ritorno di Eros Ramazzotti con questo "Perfetto", è fatto di qualità, mestiere, novità e tanto tanto amore... che a volte esagera, ad esempio "Sei la mia isola nel mare" nel 2015 non si può sentire, ma c'è anche una metafora sulla raccolta dell'uva e la vendemmia che si fa a settembre, che è anche peggio, ma il punto è inquadrare le cose dal punto di vista esatto, perché non stiamo recensendo Dente, Brunori e compagnia bella... ma un cantante che ha esordito nei primi anni '80 ed è ancora oggi capace non solo di riempire i palchi di tutto il mondo, ma che non ha nessuna intenzione di vivacchiare e che è oggi il nostro alfiere "più moderno" prodotto doc d'esportazione, ancor più della Pausini, di Zucchero, del Volo. Perché il nostro continua incessantemente, come dimostra anche l'album scorso "Noi", a proporre il made in Italy, classico, in cui è cresciuto e poi esploso, in maniera egregia, aggiornandolo con tocchi che sembra chiaro in questo caso provengano dall'America, il disco è stato registrato a Los Angeles, specie nei rimandi folk o nel recupero di sonorità vintage nelle ritmiche, ma non è un male, perché vuol dire che sta sul pezzo, che si aggiorna. Che poi 14 brani siano troppi, che siano sin troppo "perfetti" dal punto di vista melodico e dell'arrangiamento, che la celebrazione dell'amore è obsoleta... ok... ma non si può non riconoscere a Ramazzotti, qualità, mestiere, novità... in una musica leggera italiana che si nutre solo di talent, di prodotti costruiti a tavolino, qui c'è un team fidato, Guidetti, Colaiuta... di nuovi e vecchi grandi autori, Pacifico, Bianconi, Zampaglione, Kaballà, Mogol.. di certo, di riconosciuta bravura, il nostro canta sempre meglio e il peso dell'esperienza ce lo mette tutto, che quel tavolino casca ed Eros ce lo ritroviamo anche "tra vent'anni" facendo la sua solita "Musica... "Vecchia", "Mentre tu non ti accorgi e passi davanti, o saluti semplicemente perché è Natale". Premesso questo andiamo ad analizzare "criticamente" il nuovo parto del nostro, canzone per canzone come è nostro solito fare:


"Alla fine del mondo": "come pietra lo sai sto rotolando nessuno mi fermerà" brano folk pop nella strofa con tanto di ritornello country, costruito decisamente bene e ad effetto è il primo singolo  non a caso: "l'amore muove il cielo e le stelle che vedo da qui"


"Il tempo non sente ragione": un riff  stra sentito ma efficace, segna l'inizio scarno con la ritmica in evidenza, che ben presto si scioglie alla melodia, "c'è un amore per ogni stagione l'importante è viverlo" con un buono special, peccato per il testo, sinceramente non granchè 



"Perfetto": ballad solare forse sin troppo, con un testo altrettanto smielato, la salvano ritmo e melodia: "son le cose piccole che ci meravigliano"



"Sbandando": "siamo ricchi noi sai il mondo ci appartiene" melodicamente in certi passaggi ricorda "Un cuore con le ali" ma è un buon brano pop, accattivante, ancora con qualche ingenuità dal punto di vista testuale



"Sogno N.3": elegia del sogno e delle sue possibilità con una strofa debole che risente però di un testo didascalico, mentre viene sviluppato a dovere il ritornello, convincente: "il sogno è un'altra vita, veramente non si muore mai, non ci si annoia mai"



"Rosa nata ieri": ballad col pianoforte portante che si dipana in un tripudio di melodia: "forse ti innamorerai anche se l'amore qui non so più cos'è anche se non è più lo stesso" è una sorta di dedica/avvertimento alla figlia che diventerà donna e in futuro dovrà prendersi cura del padre, che sa "cosa ce l'ha fuori"



"Vivi e vai": ritmica accattivante dal retrogusto vintage nella strofa che cede il passo alla melodia trascinante del ritornello. Discreto stavolta il testo: "vai comunque vada che la strada sei tu"



"Un'altra estate": "giusto il tempo di un caffè, la mia moto io e te" ed ecco la hit estiva, perfetta, con le ritmiche retrò e la melodia "irresistibile come l'emozione di sapere di aspettare un figlio" 



"L'amore è un modo di vivere": "che cos'è l'amore chiedimelo adesso cercherò una risposta nel vento" è un brano folk con venature soul, dal ritornello arioso e ricco di armonie non semplici, raffinato



"Il viaggio": al pianoforte,  in crescendo, piace la strofa, un pò scontato il ritornello in maggiore, ma è perlomeno funzionale: "l'amore per te, un amore così è viaggiare senza ostacoli... ma senza limiti"



"Tu gelosia": "come un pensiero perverso ti insinui nell'intimo e ti fai spazio subito" è la chitarra protagonista stavolta, sorretta da percussioni leggere ma ficcanti che sgorga in una melodia ariosa che ben si contrasta col testo: "e poi mi sento stupido cercando ad ogni costo verità di certo un altro equivoco"



"Sei un pensiero speciale": "mentre mi accorgo che nulla ha più senso se dentro il tuo abbraccio non c'è" ballad ultra romantica, zuccherosa a dir poco, orecchiabile sin troppo:"e io come uomo ti proteggerò dandoti il meglio che ho" 



"Buon Natale (Se vuoi)": "ma il senso dov'è un saluto formale amore non è" soul ballad, costruita più che bene, cantata come si deve, con un testo "facile facile" di certo non disprezzabile per l'intento, ma l'idea esposta e le dichiarazioni d'intenti sono francamente poco originiali


"Tra vent'anni": "con te ho creduto alla parola sempre, con te ho capito che si può dire" le differenze d'età in un rapporto "tu non ti accorgi di me e mi passi davanti e ascolti musica nuova" per una ballad scarna e intensa, che colpisce nel segno, oltre per la sua costruzione e arrangiamento, ma questo discorso vale per tutto il disco... per le parole che è palpabile, che si sentono che sono "personali e sincere"

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