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Francesco Sarcina - Femmina


Francesco Sarcina continua nel suo percorso solista sfornando una prova più che soddisfacente con questo "Femmina", dodici canzoni che hanno forti sapori anni '60 nei brani più d'atmosfera e '80 in quelli più tirati, quasi una sorpresa visto che il nostro ha da sempre attinto alla decade dei '70 specie con Le Vibrazioni. Un buon album che vive di arrangiamenti sicuramente efficaci, perfetto nella sua confezione pop, che stona solo quando esagera quanto meno per i nostri gusti nell'esser romantico eccessivamente e in certi brani che alla fine finiscono con l'assomigliarsi per strutture e dinamiche. Ma c'è qualità, si percepisce la sincerità, ci sono almeno un paio di singoli e più di metà dell'album è sopra la media di quello che mandiamo in classifica. C'è dunque da rallegrarsi e una curiosità, se non una vera e propria coincidenza da segnalare, prima della consueta analisi brano per brano: Una dietro l'altro Sarcina mette in scaletta "Ossigeno", Miele" e "Senza Pelle", che anche se non c'entrano niente coi brani degli Afterhours la domanda pare lecita: omaggio, fonte d'ispirazione? 

"Femmina": "tu sei così con il cuore che batte pulsante per l'altare" decisamente trascinante, erano anni che Sarcina non scriveva un singolo/tormentone del genere: "lascia che sia un'estate magnifica prima donna e si sa perchè più l'aspetti e più si fa desiderare"

"Parte di me": ariosa pop ballad, "ti cercherò tra le infinite vie dei cieli con gli astri che si aggrovigliano"

"Un miracolo": "ogni cosa è calcolabile tranne l'amore", marcetta dai sapori beatlesiani che essendo in Italia fa ricordare Cremonini, anche per il testo ultra romantico, che inizia al piano, con la chitarra acustica che si inserisce gradualmente prima dell'esplosione melodica del ritornello con l'entrata degli altri strumenti

"Non ti basta mai": "credimi le parole non servono a molto se non senti mai ciò che al mondo respira" sinuosa nel suo dipanarsi, evocativa, dal mood vintage, con tanto di gradevole falsetto nel ritornello, è un brano accattivante e perfettamente riuscito: "se non ti basta mai prendi pure i miei sbagli"

"Se tu": "non essere gelosa quando ti guardo e penso a lei" anni '60 alla chitarra, dall'andamento circolare, nostalgica e complice: "io che parlo troppo e resto qua a discutere coi miei pensieri"

"Ossigeno": "a volte confondi la tasca dei guai con quella dei sogni" ritmica anni 80, martellante, scarna essenziale, cupa... efficace "c'è qualcuno che non sa come si fa ma non siamo noi due per qualcuno sei aria per me ossigeno" 

"Miele":Ampio spettro melodico per questa ballad che cresce d'intensità su un testo ancora una volta sin troppo romantico: "mi fai sentire bene anche se questa vita mette solo a dura prova io sto bene sei come il miele tu mi fai bene"

"Senza pelle": "sono qui per te per non tenere dentro le emozioni che si nascondono senza pelle" continuo crescendo per un buon arrangiamento variegato e uno special appropriato "amare è facile facile come scappare"

"Benvenuta nel mondo": "una spina si muove sotto pelle fa male questo dolce dolore c'è chi lo chiama amore" intima ballad, con gli archi in evidenza, costruita sull'attesa che arriva e il brano si fa solenne nel suo dispiegarsi

"Vai pensiero vai": "una storia triste sei come gli occhi tuoi che vagano fugaci questo io per te non vorrei" anni '60 style decisamente

"Come sei": malinconica breve e intensa" Raccontagli di noi ai fatti suoi i fatti noi"

"Inesauribile": "lei è instabile cambia spesso idea come se non ci fosse un domani per noi" tripudio di archi a raccontare la maternità con una grande prova vocale

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