Dal punk al reggae e ora... addirittura allo swing... i Tre Allegri Ragazzi Morti non si fanno mancare niente e sfornano una sorta di best of riarrangiato per l'appunto in chiave swing. Dieci brani tra i più noti della band, riletti in maniera decisamente sperimentale e che a un primo ascolto non possono che lasciare stupiti quanto meno, perché si fa fatica quasi a ritrovar le coordinate... ma poi è solo questione d'ascolti, d'orecchio e d'affezione... perché è chiaro che le versioni originali hanno un'altra forza espressiva, un'altra potenza e che il ricordo sia abbondantemente codificato, ma "Quando eravamo swing" trova felicemente la sua collocazione ben presto, anche se ci sono brani più adatti o meno a questo tipo di operazione o meglio d'arrangiamento. Si fanno decisamente preferire in tal senso quelli reggae che riescono meglio a contaminarsi ma alla fine il risultato nel suo insieme non è affatto male e incuriosisce nel caso i nostri abbiano in mente sorprese in tal senso per il futuro. Gli episodi più riusciti sono l'ottima "Primitivi del jazz" che chiude l'album e acquista sinuosità. "La faccia del blue moon": che in questa veste fa ancor più affiorare la malinconia del testo. "Puoi dirlo a tutti": che mantiene le sue peculiarità col ritmo in levare e si arricchisce, supportata dai fiati, "Volo sulla mia città con la big band": ariosa e spensierata, che si presta bene a questo modus come un "Un inverno swing a Pordenone" e "Signorina rock time": forse una delle più delle più adatte a questo tipo di arrangiamento, dove il testo viene messo in risalto come accade anche in "Il mondo prima di Elvis": dove si crea un certo contrasto che non dispiace assolutamente. "La mia vita senza rock" invece: fa pensare a una sorta di piano bar futurista e non ci sembra totalmente centrata come "Ai cacciatori piace il jazz": dove l'effetto straniante, in senso negativo rimane, si fa fatica ad associare parole e arrangiamento, per non parlare di "Occhi bassi serenade": con Maria Antonietta, il brano perde inevitabilmente in potenza d'impatto generazionale, come tutti gli altri del resto in generale, guadagna in ironia, specie quando entra Toffolo, ma non basta di certo. Il coraggio si premia sempre e comunque, specie quando il talento c'è, "Quando eravamo swing" risulta alla fine, una vera e propria chicca per i fans, un esperimento riuscito che ha il merito di amalgamare musicisti di estrazione diversa.
“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa. Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

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