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Verdena - Endkadenz Vol.2



Due album in un anno, in un'epoca che fagocita tutto sono a ben vedere "solo un grande sasso" scagliato con la giusta irriverenza contro logiche presunte di mercato, a dimostrare che la creatività, l'arte, il talento, non possono essere imbrigliati ma devono essere necessariamente espresse oggi più che mai. Consuma e Getta, non direbbero i CCCP, i Verdena, producono, nel senso nobile del termine, "iper" ma col discount non hanno niente a che fare. Ci vogliono tanti ascolti, ci vogliono le coordinate, perch i nostri, rileggono con originalità si intende, i 30 anni più importanti della storia del rock, a modo loro, chiaro, dando in questo secondo capitolo di Endkadenz maggior spazio alle contaminazioni. Un disco di sfumature corpose, di pieghe impreviste e godibili, meno coeso del primo capitolo forse, ma proprio per questo più vario, intrigante, eterogeneo.

"Cannibale": dall'incedere suadente e ipnotico coi riff di chitarra elettrica in evidenza e la sezione ritmica compatta e marziale, senza rinunciare alla melodia; "consolami e non farmi male consumerai ciò che rimane"

"Dymo": "l'amore è qui dove sei" con la sezione ritmica trascinante che cambia accenti continuamente e anticipa da pari le nuove atmosfere che vanno a dipanarsi, col pianoforte a punteggiare, alla fine  semplicemente una grande ballad, variegata, potente e suggestiva, a parer nostro, il migliore episodio dell'album: "Non rido più i sogni sono neri ma non investigherò"

"Colle Immane": il primo singolo estratto, martellante e corrosivo procede per accumulo: "Stringi la mia mente in volo forse vedrai sciocco io per sempre sarò poi cosciente sciocca tu comunque hey continua dove sei"

"Un blu sincero": "vedi no, non dipende da te folle immane" il reggae che non ti aspetti che vive di pause apparenti e accelerate "sei tu di più di quello che sogni" assolutamente trascinante

"Identikit": " ballad "aperta" dal mood decisamente anni 70, che si protrae sospeso e intenso, opportunamente contaminato: "io non credo impazzirò dammi nuove idee"

"Fuoco amico 1": "dai balliamo un pò tutti insieme" incalzante e dissonante, dal mood "incendiario" hard rock

"Fuoco amico 2 (Pela i miei tratti)":"riff anni 70 alla Black Sabbath, cupi e pesanti, cantata/urlata in falsetto, con un finale psichedelico da "quiete dopo la tempesta": "si traduce nella luce le immagini ma forse hai il cuore che non protegge chi non è qui"

Nera visione": "E' pioggia al silicone vedi? Non cade neanche più" ballad col pianoforte portante, un soul sulfereo con virate psichedeliche e prog:"folle idea cresce insieme cresce il mio errore come non diresti mai prova a restare prestagli il cuore credi non ha smesso mai"

"Troppe scuse":"con me hai vinto tu, cosa ti riempie di più?" procede scarna e abrasiva, ficcante, che si fa quasi "languida" nel ritornello giocando sull'attesa di un'esplosione che non arriverà

"Natale con Ozzy": onirica, "nera" messa, strumentale, una vera e propria discesa agli inferi

"Lady Hollywood": "provaci un pò spegni chi sei", sul pianoforte, altra ballad "ad ampio respiro incendiario" ricca di varianti e sfumature "su di noi che caldo fa? E'pomeriggio ormai"

"Caleido": "qui ci vuole una giungla o affogherò"... ritornano i riff "sparati" da dentro o fuori, da pogo, tra stop and go "selvaggi e ripetitivi": "mai lo vorrai ma io faccio fuori gli dei forse non converrai ma io faccio fuori gli dei"

"Walzer del bount": "riuscirò a prenderti al volo si vedrai tenderò al suolo" soul ballad che si "fa altro", "libera e vera" :"eri ieri un'altra cosa "

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