Dark Places - Nei luoghi oscuri di Gilles Paquet-Brenner




Inverosimile sin dalle sue premesse "Dark Places"- Nei luoghi oscuri di Gilles Paquet-Brenner, tratto dal libro di Gillyan Flyn già autrice di L'amore bugiardo e portata sicuramente in modo più decoroso su grande schermo da Fincher, soffre di senzazionismo e finisce colpo dopo colpo "di scena" nello scadere nel ridicolo involontario. Una Charlize Theron al verde, visto che il libro sulla sua vita a quanto pare non va, unica superstite, 30 anni prima, di un massacro familiare che l'ha portata ad incriminare il fratello, viene per così dire ingaggiata da una sorta di club della omicidi per hobby, appassionati di casi intricati. Questo è il lato più divertente e ancor più sociologico, ma che diventa pretesto e presto scompare e invece la pellicola aveva bisogno quanto meno di un sotto testo forte. Ma quello che più conta è che Charlize non si sa bene per quale motivo, venga improvvisamente colta dai sensi di colpa dopo appunto 30 anni, e inizia una sua personale caccia al vero assassino della madre e delle sorelle cominciando ad incontrare per la prima volta il fratello in carcere, che lei rimarchiamo, ha fatto mettere in carcere, che tra l'altro si rivela persino buono e accondiscendente nei suoi confronti.  Manca tutto "il background" dei personaggi per così dire, il film è iniziato da venti minuti e ci sono solo "fatti" ma largamente ingiustificati e non basta di certo fare avanti e indietro coi flashback. "Dark Places" è un film che si fa seguire solo perché vuoi vedere come andrà a finire, e questo è il lato positivo, perchè quanto meno intriga,  perché hai pagato il biglietto, perché hai pure letto recensioni positive e soprattutto di quest'ultime non ti capaciti... che la situazione si ingarbuglia a tal punto che ti alzi, ammetti di essere tu il colpevole, liberi la Charlize da quell'orrido cappellino e fuggi via. Forse azzardiamo non avendo letto il libro da cui è tratto, una voce off della madre defunta poteva essere un'idea, la vicenda sarebbe quanto meno apparsa più scorrevole e avrebbe dato maggiore profondità a dei personaggi che restano "spogli" nonostante quasi due ore di visione, privi di spessore mentre appunto la narrazione risulta sempre più sovracarica con l'andare dei minuti. Non è un brutto film intendiamoci, quanto meno in termini estetici, ma si fa fatica a vederlo pur volendo continuare a parteggiare per le assurdità narrative che propone.  

Commenti