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Belli di Papà di Guido Chiesa


"- Noi non abbiamo fatto niente - Nella vita sicuro, ma questo ai giudici non interessa"
"Belli di Papà" di "Guido Chiesa" con un cast di giovani promesse guidato da "Diego Abatantuono" (Vincenzo) prende spunto da un film messicano" Nosotros los nobles" per risolvere poi il tutto in salsa italiana. Un ricco industriale ha tre figli iperviziati: I primi due, abbastanza stereotipati seppur ben interpretati, sono Chiara (Matilde Gioli) una fashion victim vegana che brama di andare in sposa a un odioso fighetto squattrinato interpretato da un Francesco Facchinetti (Orazio Laricchia) "Loris il coglione" all'esordio al cinema, in maniera più che confacente; uno, Andrea Pisani, Matteo, che dovrebbe un giorno prendere il suo posto ma che passa il suo tempo a elaborare idee assurde, come "la Cenerentola" ovvero rivestire auto di scarso lignaggio con strutture in plastica di vetture famose o ingaggiare per il campionato italiano attori famosi che giocherebbero solo pochi minuti per aumentare l'afflusso di spettatori negli stadi; non è difficile riconoscere in entrambi i personaggi, Facchinetti e Pisani una sorta di Lapo Elkan. Il Terzo invece Francesco Di Raimondo, Andrea, è quello da un punto di vista narrativo più interessante, studente di psicologia da due anni senza mai dare un esame, riesce a far furore tra milf e cougar, grazie a un citazionismo esasperato di filosofi e poeti, ma con estremo candore. Dopo un malore passaggero che lo costringe in ospedale, Abatantuono, si inventa un piccolo infarto e una bancarotta fraudolenta per portare i suoi figli a Taranto dove lui è nato e cresciuto, costringendoli a "latitare" e a "trovarsi un lavoro", evidente il fine educativo. Questa prima parte pur tra battute facili e voglia di caratterizzare troppo alcuni personaggi anche di contorno, è comunque riuscita, anche perché ci si aspetta che la vena corrosiva venga letteralmente fuori, che venga accentuato il grottesco della vicenda. Invece a prevalere è il senso della misura e il cercare di "fare la commedia che fa anche riflettere" finendo in un eccesso didascalico senza uscita a cominciare dal padre che ammette ai figli le proprie mancanze educative: "Tolate, ma che hai scritto... che sei dislessico? Si cazzo, mi hai anche pagato tre anni di terapia". "I milanesi in Puglia" alle prese con lavori umili generano comunque situazioni divertenti, soprattutto "il giovane psicologo senza un esame" che diventa venditore a proviggione di una crema dimagrante per signore di "una certa età" soprattutto quando capisce che: "Far innamorare di se e vendere sono le cose più difficili che esistano - Michele tu sei il mio maestro di vita" mentre vittima dei clichè loro appiccicati risultano meno credibili le micro storie degli altri due figli. La seconda parte del film si chiude "nella tavolata classica all'italiana", dove "come cozze, i 4 stronzi, finalmente si aprono", una bella scena, "a canovaccio" dove traspare l'intesa attoriale raggiunta. A stonare è invece una parte finale facilmente ipotizzabile, quando come da copione, ci vuole un ultimo ostacolo per giungere al definitivo happy end che arriva come da prassi sotto la scritta "Un anno dopo". A parer nostro l'ideale come accennavo all'inizio era battere il ferro sul tema portante espresso dal titolo e rinunciare al voler rendere il tutto in maniera morale, educativa, forzando lo spunto a disposizione, piegandolo ad ogni costo a un cinema che faccia sorridere e pensare, perchè per far questo in maniera ottimale ci vuole una sceneggiatura come Dio comanda, avere bene in mente le differenze tra caratterista e macchietta e un regista che abbia coraggio di osare, cose che inevitabilmente mancano a "Belli di Papà", perchè latita la sceneggiatura dello stesso Chiesa e di Bognetti e perché la regia è incapace di dare ritmo filmico, nonostante abbia supervisionato Ruffini, (evitiamo commenti) il cinema di Chiesa è/resta sicuramente altro, ma che comunque si lascia vedere con piacere, anche perchè è comunque ben recitato... e anche perchè all'inizio durante la presentazione dei film in uscita siamo venuti a conoscenza di "Matrimonio al sud" con Boldi e Izzo dove si rinnova l'eterno dualismo a base di luoghi comuni, la clip era abbastanza evidente... beh come a dire che c'è certamente di peggio.   
"- Ha dormito bene? - Non lo so, dormivo"


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