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MinimAnimalist - Ora o mai più


Davide Bianco e Fabio Cazzetta sono i "MinimAnimalist", "Urgenti e Nervosi", per non dire Schizzofrenici" ascoltare alla voce: "Disturbo bipolare": "soffro di disturbo bipolare forse con la musica te lo posso spiegare" sorta di botta e risposta tra le due anime della band, quella stoner (e per certi versi metodica) e quella appunto più "borderline", i nostri si fanno apprezzare in questo "Ora o mai più" che vive di taglienti disamine sulla condizione umana, dall'anima lo-fi, che cerca di "reagire, addirittura esplodere" ma finisce "nell'assurdo di questi tempi" ora  a rannicchiarsi, "Giovanni": "Questa è la storia di Giovanni, Giovanni che aveva riposto la sua esistenza nelle mani di una ragazza, la ragazza di sto cazzo, ora beve come un pazzo" attitudine alla Wolfango, ovviamente con altri strumenti, è il caso di dirlo,  "Lontano dal culo mio" è l'irriverente primo singolo estratto che fa il paio con "Che cazzo ridi": dalla natura psichedelica senza rinuciare al lato schizzoide: "mi nutro di sincerità" è l'ideale lato b di "Giovanni", ora  ad annoiarsi platealmente, come in"Ora più che mai": "tanto ormai riparto da me e non so non so perché" che parte scarna e procede a stoppate e si dirada maliarda e acida: "se sono qui è perché tu ci tieni" o finanche a masturbarsi come in"Dance like Fibonacci": una fuga convulsa che diventa claustrofobica ... ma ci provano, continuano a provarci nonostante tutto come in "Boris": "dai dai dai": a parti alterne, parte forte, rallenta, quasi finisce, si incendia sul finale e in "MMA" divisa  praticamente in due parti, ma che rimane quasi incompiuta, non sviluppata del tutto, come a esplicitare un "vorrei ma non posso" ... che del resto: "dicono che a 29 anni l'unica cosa che puoi fare è portare la tua ragazza a fare una passeggiata romantica" "H(a) 29 anni": "mi dicono che dovrei essere ad un bivio", mood stoner, vario nell'arrangiamento, ironico e incisivo il testo: "mi dicono l'anno prossimo 30... ma che cazzo vuol dire" questo dicono a noi quanto meno le occhiate complici che i nostri si scambiano coi loro rispettivi strumenti "uscendo allo scoperto" nel disincanto che si fa e "Non è metal questo": anzi, ha un incedere nervoso, a tinte hard rock funky e accelerazioni continue che apre l'album, mentre "Jbbd": lo chiude, nella migliore maniera possibile, accreditata come bonus track infatti, ci sta benissimo nel suo essere "jam", "libera" senza apparente direzione ma che riesce a trasmetterla. Alla resa dei conti l'album si fregia delle sue due anime beneficiando dell'amalgama di un sound comunque unitario, ma è inevitabile per il futuro, che i nostri non potranno tenere il piede in due staffe, a cominciare già dalla divisione base tra brani cantati e quelli strumentali, che sembrano col freno a mano tirato, dove il duo poteva osare sicuramente di più, come dimostra l'ultima traccia e che magari proprio per preservare una certa unità di intenti ha evitato di spingersi oltre. Restiamo pertanto, fiduciosi e curiosi di risentirli in futuro. 

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