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Marco Mengoni - Le cose che non ho


"Le cose che non ho" di "Marco Mengoni" è il capitolo successivo di "Parole in circolo", "Due di Due" per l'appunto come si può vedere anche dalla copertina dell'album. Inevitabile che non si distaccasse troppo dal mood del suo predecessore. Con le chitarre elettriche ormai sconosciute, mai in primo piano è il pianoforte a prendere il sopravvento, per canzoni pop che mischiano sonorità d'oltremanica alla melodia italiana, puntando sulle sfumature e sui colori che la voce di Mengoni sempre più versatile e matura riesce a restituire abbinate a ritmiche comunque sempre accattivanti. Un lavoro, prodotto da Michele Canova, sicuramente ben fatto ma che alla fine nel suo insieme risulta un pò piatto, ripetitivo nella "eterna tematica amorosa" e perché in primis, al di là di tutto non ci sono "canzoni clamorose" , ne brani "sopra la media", che invece c'erano nel primo volume, ci sono oneste canzoni, gradevoli, prodotte ad hoc, che ammiccano al pop d'esportazione ma di cui non hanno la cifra stilistica anche perché appaiono decisamente derivative. Come avevamo scritto per l'album precedente, ci dispiace che per Mengoni (abbia lui stesso), si sia presa (la casa discografica?) questa direzione, che lo rende simile a troppi altri mentre il nostro aveva a parer di questo sito si intende aver trovato una quadra soddisfacente e ricca di prospettiva con "#Pronto a correre", dove aveva imparato ad "usare la voce" come più si conviene senza dimenticare gli aneliti rock degli esordi... alla fine è pur vero che sono scelte... ma anche gusti, decisamente personali:

"Ricorderai l'amore": "mentre alla tv passa un'altra notizia degli sbagli del mondo" sonorità e ritmiche marziali anni '80, con classica apertura alla melodia nel ritornello che non dispiace

"Ti ho voluto bene veramente": il primo singolo estratto, è una ballad col piano portante, che gioca sulle sfumature anche nel cantato: "sapessimo prima di quanto partiamo il senso del viaggio"

"Ad occhi chiusi": soul ballad che si tinge di pop: "e non mi sento più un piccolo silenzio tra i rumori dell'amore non so niente conosco solo te"

"Resti indifferente": "e cadono le scuse e muore il mio pensiero su te" stessi elementi del primo brano privilegiando il ritmo con cambi continui

"Parole in circolo": folk cantilenante dall'incedere trascinante, con un testo degno di nota e i fiati "a colorare" nella seconda parte, è il miglior brano della nuova "playlist" di Marco: "libero mi sento libero canto di tutto quello che mi ha dato un brivido e odio  e i ti amo poi ti amo e i ti odio ma fino a che ti sento nell'anima non c'è pericolo"

"La nostra estate": pop dance che unisce Shakira alla "commerciale anni 90": "anche un passo piccolissimo è importante se sopporta il peso delle nuvole"

"Solo due satelliti": "ti ho sfiorato le mani e ho sentito che mi ami ti ho incontrato negli occhi e ora mi riconosci" ancora un brano pop venato di soul con qualche ingenuità nel testo di Giuliano Sangiorgi, e un ritornello che non può non ricordare melodicamente Tiziano Ferro e non è la prima volta a dire il vero, si veda il singolo ad esempio o direttamente lo scorso album dove questa influenza/operazione discografica era ancora più marcata

"Rock bottom": ballatona pop in inglese, che si dipana accattivante scritta da Sia

"Le cose che non ho": "... sono come te ti assomigliano un pò sono bellissime" la titletrack parte poetica al pianoforte, prosegue scarna, comunque intensa, con un falsetto appena accennato nel ritornello, per esplodere "giustamente" sul finale

"Dove siamo": "ho perso tutto mio davanti il futuro insieme a te ma su sentieri irragiungibili e sguardi fissi percorribili" brano pop abbastanza scontato per risvolti melodici con un testo non memorabile,nonostante il pool di autori con nomi anche internazionali

"Nemmeno un grammo": evocativo "alla maniera dei peggiori Coldplay" con addirittura un intermezzo rap,  ma funziona, nonostante tutto: "ti si congelano le mani se li usi adesso come scudi"

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